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Bonus Infissi 2026: La guida definitiva con tutte le novità

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Bonus Infissi 2026

Bonus Infissi 2026: Cosa Sono e Come Funzionano gli Incentivi per Finestre e Serramenti

Quando parliamo di bonus infissi ci riferiamo a un insieme di agevolazioni fiscali messe a disposizione dallo Stato italiano per incentivare i proprietari di immobili a sostituire finestre, porte-finestre e serramenti obsoleti con soluzioni moderne ed efficienti dal punto di vista energetico. Si tratta di veri e propri sconti fiscali che permettono di recuperare una percentuale significativa della spesa sostenuta, trasformando un investimento importante in un’opportunità conveniente e accessibile.

Perché Esistono gli Incentivi per gli Infissi?

La risposta è semplice: gli infissi rappresentano uno dei principali responsabili delle dispersioni termiche negli edifici. Finestre vecchie, con vetri singoli e telai poco isolanti, possono causare la perdita di oltre il 25% del calore durante l’inverno e favorire l’ingresso del calore esterno in estate, con conseguente aumento dei consumi energetici per riscaldamento e raffrescamento.

Per questa ragione, il legislatore ha previsto specifici meccanismi di incentivazione che rendano economicamente vantaggioso l’ammodernamento degli infissi, con benefici sia per i cittadini (bollette più leggere e maggior comfort) sia per la collettività (riduzione delle emissioni di CO₂ e minore dipendenza energetica).

Finestra in PVC

Le Tre Vie per Ottenere gli Incentivi nel 2026

Attualmente esistono tre differenti strumenti di agevolazione che permettono di abbattere il costo della sostituzione degli infissi. Ciascuno presenta caratteristiche, requisiti e modalità di funzionamento specifici:

1. Ecobonus Infissi – La detrazione orientata all’efficienza energetica

L’Ecobonus è un’agevolazione fiscale specificamente dedicata agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Permette di detrarre dalle imposte sul reddito (IRPEF o IRES) una percentuale della spesa sostenuta, restituita in dieci rate annuali di pari importo. Nel 2026, la percentuale di detrazione varia dal 36% al 50% a seconda che l’intervento riguardi l’abitazione principale o immobili secondari, e in base al soggetto richiedente (proprietario, inquilino, usufruttario).

2. Bonus Casa (o Bonus Ristrutturazione) – La detrazione più flessibile

Il Bonus Ristrutturazione rappresenta un’alternativa all’Ecobonus, spesso preferita per la sua maggiore semplicità e flessibilità. Anche in questo caso si tratta di una detrazione fiscale con le stesse percentuali dell’Ecobonus (36-50%), ma con requisiti tecnici meno stringenti e la possibilità di detrarre anche interventi che l’Ecobonus esclude, come l’apertura di nuove finestre o l’installazione di zanzariere.

3. Conto Termico 3.0 – Il contributo diretto a fondo perduto

A differenza dei primi due, il Conto Termico non è una detrazione fiscale ma un contributo economico diretto erogato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). L’importo, pari al 40-55% della spesa sostenuta, viene accreditato direttamente sul conto corrente del beneficiario in un’unica soluzione o in rate annuali.

Ecobonus Infissi: Percentuali di Detrazione e Massimali di Spesa

L’Ecobonus per gli infissi rappresenta uno degli strumenti più efficaci per recuperare una quota importante dell’investimento necessario alla sostituzione di finestre e serramenti. Si tratta di un’agevolazione fiscale che consente di ottenere uno sconto sulle imposte future, restituito progressivamente nell’arco di un decennio.

Come Funzionano le Aliquote di Detrazione

La percentuale di spesa che è possibile portare in detrazione attraverso l’Ecobonus non è fissa, ma varia in base a tre parametri fondamentali introdotti dalla riforma fiscale del 2025:

  1. L’anno di realizzazione dell’intervento – Le aliquote sono in progressiva riduzione negli anni
  2. La destinazione d’uso dell’immobile – Esiste una differenziazione tra abitazione principale e altri immobili
  3. La qualifica del soggetto beneficiario – Proprietari e titolari di diritti reali godono di condizioni più favorevoli rispetto ad altri soggetti (come gli inquilini)

Tabella delle Aliquote Ecobonus per Anni

Per comprendere meglio il funzionamento dell’incentivo, vediamo come si articolano le percentuali di detrazione nel triennio 2025-2027:

Anno 2024:

  • Aliquota unica del 50% per tutti gli immobili e tutti i soggetti
  • Detrazione massima: 60.000 euro

Anni 2025 e 2026:

  • 50% per interventi su abitazione principale realizzati da proprietari o titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione, superficie)
  • 36% per interventi su immobili diversi dall’abitazione principale oppure realizzati da soggetti diversi (inquilini, comodatari)
  • Detrazione massima: 60.000 euro

Anno 2027:

  • 36% per abitazione principale e proprietari/titolari di diritti reali
  • 30% per altri immobili e altri soggetti
  • Detrazione massima: 60.000 euro

Aliquote e detrazione massima – Ecobonus Infissi

Aliquote e detrazione massima Ecobonus Infissi

Il Tetto Massimo di Spesa Detraibile

Un aspetto molto vantaggioso dell’Ecobonus infissi riguarda il generoso massimale di spesa previsto dalla normativa. Per ogni unità immobiliare è possibile detrarre fino a un massimo di 60.000 euro, il che significa che la spesa complessiva ammissibile può arrivare fino a 120.000 euro (considerando l’aliquota del 50%).

Questo limite è riferito alla singola unità immobiliare catastalmente identificata e si applica indipendentemente dal numero di infissi sostituiti. Per un appartamento medio, questo massimale è più che sufficiente a coprire la sostituzione completa di tutti i serramenti, anche optando per prodotti di alta gamma.

Modalità di Restituzione: Il Meccanismo delle Quote Annuali

Il recupero dell’importo detraibile non avviene in un’unica soluzione, ma viene distribuito uniformemente in dieci anni. In pratica, l’ammontare totale della detrazione viene suddiviso in dieci rate di identico valore, che verranno scalate annualmente dalle imposte IRPEF (o IRES per le imprese) dovute.

Esempio pratico: Supponiamo di spendere 15.000 euro per sostituire gli infissi dell’abitazione principale nel 2026. Con l’aliquota del 50%, la detrazione totale sarà di 7.500 euro. Questo importo verrà restituito in dieci rate annuali da 750 euro ciascuna, a partire dalla dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2026.

Ogni anno, al momento della compilazione del modello 730 o Redditi, il contribuente (o il suo commercialista/CAF) inserirà la quota di detrazione spettante, che verrà sottratta dalle imposte calcolate. Se in un determinato anno l’imposta dovuta è inferiore alla quota di detrazione, la parte eccedente viene definitivamente persa e non può essere recuperata negli anni successivi né trasferita ad altri.

Chi Può Beneficiare dell’Ecobonus Infissi

Possono accedere all’Ecobonus tutti i contribuenti residenti in Italia che:

  • Sostengono effettivamente le spese per la sostituzione degli infissi (quindi chi effettua i pagamenti)
  • Possiedono un diritto reale sull’immobile oggetto dell’intervento (proprietà, usufrutto, uso, abitazione, superficie) oppure detengono l’immobile a titolo di locazione, comodato, o altro titolo idoneo

Sono quindi inclusi:

  • Proprietari di abitazioni
  • Usufruttuari
  • Inquilini (con aliquota ridotta dal 2025)
  • Familiari conviventi del possessore dell’immobile (se sostengono le spese)
  • Conviventi more uxorio
  • Soci di cooperative
  • Imprenditori individuali (per immobili non strumentali)
  • Società (con detrazione IRES)

Considerazioni sulla Capienza Fiscale

Un aspetto fondamentale da valutare prima di optare per l’Ecobonus è la propria capienza fiscale, ovvero l’ammontare delle imposte che si pagano annualmente. La detrazione funziona infatti come uno sconto sulle tasse dovute: se non si pagano tasse sufficienti, parte del beneficio andrà perso.

Per questo motivo, l’Ecobonus risulta particolarmente vantaggioso per:

  • Lavoratori dipendenti con redditi medio-alti
  • Pensionati con buone pensioni
  • Professionisti e imprenditori con redditi stabili
  • Società con utili consistenti

Al contrario, può essere meno conveniente per:

  • Pensionati con pensioni minime
  • Lavoratori con redditi molto bassi
  • Chi ha numerose altre detrazioni che già azzerano l’imposta dovuta

In questi casi, potrebbe essere preferibile valutare alternative come il Conto Termico (se accessibile) o attendere eventuali future riaperture della cessione del credito.

Ecobonus Infissi Infografica

Quali Spese Rientrano nell’Ecobonus Infissi

Una delle domande più frequenti riguarda esattamente quali voci di costo possono essere incluse nel calcolo della detrazione fiscale. La normativa prevede un perimetro piuttosto ampio che va oltre il semplice acquisto delle finestre, comprendendo anche elementi accessori e servizi professionali correlati.

Componenti Principali Detraibili

Serramenti completi e componenti vetrati

La voce principale dell’investimento riguarda naturalmente l’acquisto e l’installazione dei nuovi serramenti. Sono completamente detraibili:

  • Finestre complete con telaio fisso, ante apribili e vetrocamera
  • Porte-finestre che collegano gli ambienti interni con balconi, terrazze o giardini
  • Porte d’ingresso che separano l’ambiente riscaldato dall’esterno o da vani non climatizzati
  • Lucernari e finestre per tetti che garantiscano illuminazione naturale negli ambienti sottotetto
  • Sostituzione dei soli vetri quando si mantiene il telaio esistente ma si passa da vetro singolo a doppio o triplo vetro, oppure si sostituiscono vetri obsoleti con soluzioni basso-emissive più performanti
  • Integrazioni vetrate necessarie per migliorare le prestazioni termiche dei serramenti esistenti

Il costo comprende sia la fornitura dei materiali che la manodopera per l’installazione, inclusi gli oneri per lo smontaggio e lo smaltimento dei vecchi infissi rimossi.

Sistemi Oscuranti e Accessori

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la possibilità di detrarre anche i sistemi di oscuramento che vengono installati insieme agli infissi. Questa è una componente importante perché gli oscuranti contribuiscono in modo significativo all’isolamento termico complessivo, soprattutto nelle ore notturne.

Rientrano nella detrazione:

  • Persiane in legno, alluminio o PVC, sia a battente che scorrevoli
  • Scuri esterni tradizionali o moderni
  • Avvolgibili (comunemente chiamati tapparelle) con relativi cassonetti isolati
  • Frangisole orientabili e altri sistemi di schermatura
  • Elementi accessori quali guide, cinghie, motorizzazioni, sistemi di comando elettronico

Condizione essenziale: questi elementi oscuranti devono essere installati contestualmente alla sostituzione degli infissi o dei vetri. Non è possibile installare prima le finestre e successivamente, magari l’anno seguente, aggiungere le persiane pretendendo di detrarle separatamente.

Cassonetti: Un Elemento Spesso Trascurato

I cassonetti delle tapparelle rappresentano tradizionalmente uno dei punti più critici per le dispersioni termiche. Vecchi cassonetti in legno non coibentati o in materiali poveri possono vanificare gran parte dei benefici ottenuti con nuovi infissi performanti.

Per questo motivo, la normativa consente espressamente di detrarre:

  • Sostituzione completa dei cassonetti con modelli coibentati e termicamente isolati
  • Coibentazione dei cassonetti esistenti mediante inserimento di materiali isolanti certificati
  • Sigillatura e tenuta all’aria dei cassonetti per eliminare spifferi

Anche in questo caso è fondamentale che i nuovi cassonetti rispettino i valori limite di trasmittanza termica previsti dalla normativa per gli infissi nella specifica zona climatica di riferimento.

Prestazioni Professionali e Servizi Tecnici

Spesso si commette l’errore di considerare detraibili solo i costi “materiali” dell’intervento. In realtà, la normativa include espressamente anche le prestazioni professionali necessarie per garantire la corretta esecuzione dell’intervento e il rispetto degli adempimenti burocratici.

Sono completamente detraibili i compensi per:

Progettazione e direzione lavori

  • Rilievi e misurazioni preliminari
  • Scelta tecnica dei prodotti più idonei
  • Coordinamento delle maestranze
  • Verifica della corretta posa in opera

Certificazioni energetiche

  • Redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) finale, richiesto per interventi condominiali
  • Calcoli termotecnici e simulazioni energetiche
  • Verifiche di conformità normativa

Asseverazioni tecniche

  • Asseverazione del rispetto dei requisiti tecnici di trasmittanza
  • Asseverazione della congruità dei prezzi applicati rispetto ai prezzari ufficiali
  • Dichiarazioni di conformità e certificazioni di qualità

Adempimenti amministrativi

  • Compilazione e invio della pratica ENEA entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori
  • Gestione della documentazione fiscale
  • Supporto per la predisposizione della dichiarazione dei redditi

Questi costi professionali, che in media si aggirano tra il 5% e il 10% dell’investimento complessivo, sono quindi interamente recuperabili attraverso la detrazione, rendendo di fatto l’assistenza tecnica qualificata praticamente “gratuita” per il contribuente.

Cosa NON Rientra nella Detrazione Ecobonus

Per completezza, è importante specificare anche cosa è escluso dall’Ecobonus infissi:

  • Zanzariere (detraibili solo con Bonus Ristrutturazione)
  • Tende da sole e schermature solari non integrate nell’infisso (hanno un’agevolazione separata)
  • Infissi interni tra ambienti entrambi riscaldati
  • Porte interne di collegamento tra stanze
  • Vetrate decorative che non delimitano volumi riscaldati
  • Lavori di tinteggiatura o rifinitura estetica non strettamente necessari

La chiave per evitare problemi è assicurarsi che ogni voce di spesa inserita in fattura sia direttamente correlata al miglioramento delle prestazioni termiche dell’involucro edilizio.

Spese ammesse Ecobonus Infissi Infografica

Modifiche Dimensionali e Spostamenti: Cosa Dice l’Agenzia delle Entrate

Una delle questioni più dibattute e fonte di dubbi tra contribuenti e professionisti riguarda la possibilità di accedere all’Ecobonus quando si modificano le dimensioni, la posizione o il numero degli infissi durante una ristrutturazione. Per anni questa zona grigia normativa ha generato interpretazioni contrastanti, fino a quando l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti ufficiali che hanno definito regole precise.

Il Principio della Superficie Vetrata Invariata

Con la risposta all’interpello n. 524 del 2021, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito un principio fondamentale: è possibile beneficiare dell’Ecobonus anche quando si interviene sulla configurazione degli infissi, modificandone posizione e dimensioni, purché venga rispettata una condizione imprescindibile.

Il documento ufficiale stabilisce che:

“Gli interventi di modifica della collocazione e delle dimensioni dei serramenti possono accedere alla detrazione fiscale per efficientamento energetico a condizione che la somma delle superfici complessive degli infissi dopo i lavori risulti inferiore o al massimo identica a quella precedente l’intervento. Tale vincolo garantisce il rispetto del principio cardine del risparmio energetico.”

Come Funziona il Calcolo della Superficie Totale

Il concetto chiave introdotto dall’Agenzia è quello di superficie vetrata complessiva dell’edificio, che rappresenta un cambiamento di prospettiva importante rispetto all’approccio tradizionale.

Cosa cambia nella pratica:

  • Prima: Si riteneva che ogni singolo infisso dovesse essere sostituito mantenendo la stessa dimensione
  • Ora: Si considera la somma totale di tutte le superfici vetrate dell’immobile

Questo significa che è possibile effettuare compensazioni tra diversi infissi:

Esempio pratico di compensazione ammessa:

  • Finestra soggiorno (prima): 2,5 m²
  • Finestra soggiorno (dopo): 4,0 m² (+1,5 m²)
  • Finestra camera (prima): 2,0 m²
  • Finestra camera (dopo): 0,5 m² (ridotta) (-1,5 m²)
  • Bilancio totale: invariato ✅ Ecobonus ammesso

Esempio pratico di compensazione con tamponamento:

  • Porta-finestra cucina (prima): 1,8 m²
  • Porta-finestra cucina (dopo): 3,5 m² (+1,7 m²)
  • Vecchia finestra bagno (prima): 1,7 m²
  • Vecchia finestra bagno (dopo): tamponata completamente (-1,7 m²)
  • Bilancio totale: invariato ✅ Ecobonus ammesso

Cosa È Ammesso e Cosa No

Per chiarire definitivamente i confini dell’agevolazione, vediamo nel dettaglio le casistiche:

✅ AMMESSO con Ecobonus:

  • Spostare un infisso in altra posizione sulla stessa parete o su parete diversa
  • Ampliare le dimensioni di uno o più infissi, a patto di ridurre o eliminare altri infissi per compensare
  • Ridurre le dimensioni di infissi esistenti
  • Modificare la forma (da quadrata a rettangolare, da verticale a orizzontale)
  • Cambiare orientamento rispetto ai punti cardinali

❌ NON AMMESSO con Ecobonus:

  • Creare nuove aperture che aumentino la superficie vetrata totale
  • Ampliare gli infissi esistenti senza compensazioni (aumento superficie totale)
  • Trasformare una parete cieca in parete vetrata (nuova apertura)

✅ AMMESSO con Bonus Ristrutturazione:

  • Tutte le casistiche sopra escluse dall’Ecobonus
  • Nuove aperture senza vincoli di superficie
  • Ampliamenti senza necessità di compensazione

Il Chiarimento sulla Creazione di Nuove Aperture

Un ulteriore tassello interpretativo è arrivato con la risposta n. 369 del 2022, nella quale l’Agenzia delle Entrate ha precisato che:

“Le spese relative all’installazione di nuovi serramenti, qualora comportino un incremento della superficie vetrata complessiva rispetto alla situazione originaria, possono essere fatte rientrare nella detrazione prevista per le ristrutturazioni edilizie.”

Questo significa che chi desidera aumentare la luminosità della propria casa aprendo nuove finestre o ampliando significativamente quelle esistenti non perde il diritto alla detrazione, ma deve semplicemente utilizzare il Bonus Casa anziché l’Ecobonus. Le percentuali di detrazione restano identiche (50% o 36% a seconda dei casi), ma cambiano i massimali e gli adempimenti burocratici.

Demolizione e Ricostruzione: Libertà Progettuale Totale

Un discorso completamente diverso vale per gli interventi di demolizione e ricostruzione dell’edificio. In questo caso specifico, la normativa riconosce ampia libertà progettuale, consentendo:

  • Modifiche radicali di dimensioni, numero e posizione degli infissi
  • Cambiamento dell’orientamento dell’edificio
  • Variazione delle aperture senza vincoli di superficie
  • Redistribuzione completa delle superfici vetrate

Questa libertà è giustificata dal fatto che nella demolizione e ricostruzione l’edificio viene ripensato integralmente secondo criteri moderni di efficienza energetica, rendendo meno rilevante il confronto puntuale con la situazione preesistente.

Documentazione da Conservare per Dimostrare la Conformità

Quando si effettuano modifiche dimensionali o di posizione, diventa particolarmente importante documentare accuratamente sia la situazione di partenza che quella finale. È consigliabile predisporre:

Prima dell’intervento:

  • Planimetria catastale con indicazione di tutti gli infissi esistenti
  • Rilievo fotografico completo di tutte le finestre e porte-finestre
  • Calcolo della superficie vetrata totale dell’immobile (con relazione tecnica)
  • Documentazione della trasmittanza degli infissi esistenti

Dopo l’intervento:

  • Planimetria aggiornata con nuova configurazione degli infissi
  • Fotografie post-intervento
  • Calcolo aggiornato della superficie vetrata totale (deve essere ≤ a quella iniziale)
  • Schede tecniche dei nuovi infissi con valori di trasmittanza certificati
  • Relazione tecnica che dimostri il rispetto del vincolo di superficie invariata o ridotta

Questa documentazione, firmata da un tecnico abilitato, costituirà la “prova” in caso di eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate e andrà conservata per tutta la durata della detrazione (10 anni).

Considerazioni Pratiche per la Scelta

Alla luce di questi chiarimenti, quando conviene optare per l’Ecobonus con compensazioni e quando invece per il Bonus Casa senza vincoli?

Scegli Ecobonus se:

  • Le modifiche che desideri rientrano nel vincolo di superficie invariata
  • Hai già pianificato di tamponare o ridurre alcuni infissi
  • Non hai ancora saturato il massimale di 60.000 euro dell’Ecobonus
  • Vuoi avere accesso al massimale più alto (120.000 € contro 96.000 €)

Scegli Bonus Ristrutturazione se:

  • Vuoi aumentare significativamente le superfici vetrate
  • Desideri creare nuove aperture per migliorare la luminosità
  • Preferisci evitare calcoli complessi e documentazione aggiuntiva
  • Vuoi accedere anche al Bonus Mobili
  • Il massimale di 96.000 € è sufficiente per il tuo intervento

In ogni caso, è fortemente raccomandato consultare un tecnico specializzato prima di avviare i lavori, per valutare la soluzione più conveniente e assicurarsi di rispettare tutti i requisiti normativi, evitando di perdere il diritto alla detrazione per errori nella progettazione o nella documentazione.

Bonus Ristrutturazione per gli Infissi: L’Alternativa Flessibile all’Ecobonus

Oltre all’Ecobonus, esiste una seconda strada per ottenere la detrazione fiscale sulla sostituzione degli infissi: il Bonus Casa (o Bonus Ristrutturazione). Questa agevolazione, pur offrendo percentuali di detrazione identiche all’Ecobonus, presenta caratteristiche differenti che in molti casi la rendono la scelta più conveniente e pratica.

Le Aliquote del Bonus Ristrutturazione nel Tempo

Le percentuali di detrazione del Bonus Casa seguono lo stesso schema temporale dell’Ecobonus, con variazioni in base all’anno di esecuzione dei lavori, alla tipologia di immobile e al soggetto beneficiario:

Quadro Riepilogativo delle Aliquote 2024-2028:

Anno 2024:

  • Aliquota uniforme del 50% per tutti
  • Massimale di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare

Biennio 2025-2026:

  • 50% su abitazione principale per proprietari e titolari di diritti reali
  • 36% su seconde case o per altri soggetti (inquilini, comodatari)
  • Massimale di spesa: 96.000 euro

Anno 2027:

  • 36% per abitazione principale e proprietari
  • 30% per altri immobili e altri soggetti
  • Massimale di spesa: 96.000 euro

Dal 2028 in avanti:

  • Aliquota unica del 30% per tutte le tipologie
  • Massimale ridotto: 48.000 euro

Aliquote e detrazione massima – Bonus Ristrutturazione Infissi

Aliquote e detrazione massima – Bonus Ristrutturazione Infissi

Differenze Chiave tra Bonus Casa ed Ecobonus

Sebbene le aliquote siano identiche, esistono differenze sostanziali che rendono il Bonus Ristrutturazione spesso preferibile:

1. Massimale di spesa inferiore ma sufficiente Il tetto di 96.000 euro (contro i 120.000 dell’Ecobonus) è comunque più che adeguato per la maggior parte degli interventi residenziali, anche su immobili di grandi dimensioni.

2. Durata oltre il 2027 A differenza dell’Ecobonus specifico per infissi, il Bonus Casa è strutturale e continuerà a essere operativo anche dopo il 2027, garantendo certezza per chi pianifica interventi a medio-lungo termine.

3. Minori vincoli burocratici Non richiede la comunicazione obbligatoria all’ENEA (consigliata ma non vincolante), né asseverazioni tecniche complesse sui requisiti di trasmittanza.

Cosa Rende Ammissibile la Detrazione con Bonus Casa

Le guide ufficiali dell’Agenzia delle Entrate chiariscono che la sostituzione di serramenti esterni rientra tra gli interventi di manutenzione straordinaria, categoria che dà accesso al Bonus Ristrutturazione.

N.Intervento
1Installazione di ascensori e scale di sicurezza
2Realizzazione e miglioramento dei servizi igienici
3Sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande, con modifica di materiale o tipologia di infisso
4Rifacimento di scale e rampe
5Interventi finalizzati al risparmio energetico
6Recinzione dell’area privata
7Costruzione di scale interne
Esempi di interventi di manutenzione straordinaria

In particolare, sono agevolabili le sostituzioni che comportano:

Modifica del materiale del telaio:

  • Da legno ad alluminio
  • Da alluminio a PVC
  • Da acciaio a legno-alluminio
  • Qualsiasi altra combinazione di materiali diversi

Modifica della tipologia di infisso:

  • Cambio del sistema di apertura (es. da battente a scorrevole)
  • Variazione del numero di ante (da monobattente a due ante)
  • Evoluzione tecnologica del vetro (da singolo a doppio/triplo vetro)

Modifica del sistema di apertura:

  • A battente → apertura tradizionale verso interno o esterno
  • A vasistas → apertura ribaltabile dall’alto
  • A bilico → rotazione su asse centrale orizzontale o verticale
  • Saliscendi → scorrimento verticale (tipico delle finestre all’inglese)
  • Scorrevole → scorrimento orizzontale su binari
  • A libro → più ante che si ripiegano come fisarmonica

Miglioramento delle prestazioni termiche:

  • Passaggio da vetro singolo a doppio vetro (vetrocamera)
  • Upgrade da doppio a triplo vetro
  • Installazione di vetri basso-emissivi con rivestimenti selettivi
  • Vetri con gas nobili (argon, kripton) nell’intercapedine

Il Caso della Sostituzione “Identica”: Attenzione al Requisito

Un aspetto importante spesso sottovalutato: se si sostituisce un infisso con uno completamente identico per materiale, tipologia e caratteristiche tecniche, non si ha diritto al Bonus Ristrutturazione.

Esempio NON ammesso:

  • Infisso originale: finestra in PVC bianco a due ante battenti con doppio vetro
  • Nuovo infisso: finestra in PVC bianco a due ante battenti con doppio vetro identico
  • Risultato: Non si configura manutenzione straordinaria → Nessuna detrazione con Bonus Casa

In questo caso, l’unica via percorribile sarebbe l’Ecobonus, a condizione che il nuovo infisso rispetti i requisiti di trasmittanza termica richiesti dalla normativa.

Per evitare questo problema, è sufficiente apportare almeno una modifica significativa: cambiare il tipo di vetro (passare a triplo vetro o a vetri basso-emissivi), modificare il colore o la finitura, aggiungere un sistema di apertura vasistas, o qualsiasi altro elemento che rappresenti un miglioramento tecnico o funzionale.

Il Grande Vantaggio: Nuove Aperture e Ampliamenti Senza Limiti

Qui risiede la differenza fondamentale che rende il Bonus Ristrutturazione particolarmente attraente per molti interventi:

Con il Bonus Casa puoi:

  • ✅ Creare nuove finestre dove prima c’era una parete cieca
  • ✅ Aprire nuove porte-finestre per accedere a balconi o terrazze
  • ✅ Ampliare le dimensioni degli infissi esistenti senza alcun vincolo
  • ✅ Aumentare la superficie vetrata totale dell’immobile per migliorare luminosità e vivibilità
  • ✅ Trasformare una finestra in porta-finestra
  • ✅ Creare lucernari o velux sul tetto

Con l’Ecobonus invece:

  • ❌ Non puoi creare nuove aperture
  • ❌ Non puoi aumentare la superficie vetrata totale
  • ❌ Puoi ampliare solo se compensi riducendo o tamponando altri infissi

Questa flessibilità rende il Bonus Ristrutturazione ideale per progetti di ristrutturazione che mirano a ridisegnare la distribuzione della luce naturale negli ambienti, un aspetto sempre più centrale nell’architettura contemporanea.

Il Bonus Mobili: Un Vantaggio Extra

Un ulteriore beneficio esclusivo di chi opta per il Bonus Ristrutturazione è la possibilità di accedere contemporaneamente al Bonus Mobili ed Elettrodomestici.

Chi sostituisce gli infissi usufruendo del Bonus Casa può infatti detrarre al 50% (nel 2026) anche:

  • Mobili nuovi (cucine, armadi, letti, divani, tavoli, sedie, librerie, etc.)
  • Grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni, etc.)
  • Apparecchi per l’illuminazione

Il massimale di spesa per il Bonus Mobili è di 5.000 euro nel 2026, completamente indipendente dal massimale del Bonus Ristrutturazione.

Esempio pratico:

  • Spesa infissi: 20.000 € → detrazione 10.000 € (50%)
  • Spesa mobili: 5.000 € → detrazione 2.500 € (50%)
  • Risparmio fiscale totale: 12.500 € in 10 anni

Quando Conviene Scegliere il Bonus Ristrutturazione

Il Bonus Casa rappresenta la scelta ottimale in questi scenari:

1. Progetti con nuove aperture Se il tuo progetto prevede di creare finestre o porte-finestre dove prima non c’erano, il Bonus Ristrutturazione è l’unica opzione disponibile.

2. Massimizzare la luminosità Quando l’obiettivo è aumentare significativamente la luce naturale ampliando le superfici vetrate, senza i vincoli di compensazione dell’Ecobonus.

3. Sostituzione con modifica Per cambi di materiale o tipologia che qualificano l’intervento come manutenzione straordinaria, con procedure semplificate.

4. Accesso al Bonus Mobili Se hai in programma anche l’acquisto di arredi, puoi cumulare i due benefici.

5. Semplicità amministrativa Quando preferisci evitare asseverazioni tecniche complesse e comunicazioni ENEA obbligatorie.

6. Infissi standard Per serramenti che non raggiungono i requisiti di trasmittanza richiesti dall’Ecobonus ma sono comunque un miglioramento rispetto all’esistente.

7. Massimale già sufficiente Se i 96.000 euro di tetto coprono ampiamente le tue esigenze, non ha senso complicarsi con i requisiti più stringenti dell’Ecobonus.

Procedure Semplificate ma Non Inesistenti

Pur essendo più semplice dell’Ecobonus, il Bonus Ristrutturazione richiede comunque alcuni adempimenti:

  • Pagamenti tracciabili: Bonifico parlante con causale “art. 16-bis DPR 917/86”
  • Comunicazione ENEA: Consigliata (anche se non obbligatoria) entro 90 giorni
  • Conservazione documentazione: Fatture, bonifici, eventuali titoli edilizi per 10 anni
  • Dichiarazione dei redditi: Inserimento delle quote annuali di detrazione nel 730 o modello Redditi

La semplificazione principale riguarda l’assenza di obblighi di asseverazione tecnica sui requisiti prestazionali e sulla congruità dei prezzi, riducendo i costi professionali complessivi.

Bonus Ristrutturazione o Ecobonus: come scegliere senza complicarsi la vita

In pratica, la scelta tra Bonus Ristrutturazione ed Ecobonus non è una questione teorica, ma molto concreta. Dipende da che tipo di intervento stai facendo e, soprattutto, da quanto margine ti resta sul tetto dei 96.000 € del Bonus Ristrutturazione.

Se quel massimale non è ancora stato sfruttato, nella maggior parte dei casi conviene inserire anche gli infissi nel Bonus Ristrutturazione. Le percentuali di detrazione sono ormai simili, ma l’Ecobonus richiede più vincoli, più verifiche e più carta. Inoltre, può essere utilizzato solo se stai sostituendo un infisso esistente: se devi creare una nuova apertura o ampliare quella attuale, semplicemente non è la strada giusta.

C’è poi un altro aspetto spesso sottovalutato: per accedere all’Ecobonus servono prestazioni energetiche molto elevate. Questo significa infissi più performanti, sì, ma anche più costosi. Non sempre è quello che serve davvero, soprattutto se l’obiettivo è migliorare l’abitazione senza stravolgere il budget.

Il Bonus Ristrutturazione, invece, è più “elastico” e diventa la scelta naturale quando:

  • devi realizzare o ampliare un infisso;
  • vuoi portare in detrazione anche le zanzariere;
  • non ti serve il top di gamma in termini di isolamento termico;
  • vuoi sbloccare il Bonus Mobili, che con l’Ecobonus non è agganciabile.

In sintesi: meno vincoli, meno burocrazia e più libertà di scelta. E spesso, nella pratica quotidiana, è proprio questo che fa la differenza.

Ecobonus e Bonus Casa: documenti e adempimenti da non sbagliare

Questa parte è cruciale: se la documentazione non è corretta o incompleta, la detrazione può saltare. Per questo conviene sapere fin da subito cosa serve e quando muoversi.

Una volta conclusi i lavori, hai 90 giorni di tempo per trasmettere all’ENEA la comunicazione che attesta il rispetto dei requisiti richiesti dall’incentivo. Se l’intervento riguarda una singola unità immobiliare regolarmente censita al Catasto, la pratica può essere inviata anche direttamente dal beneficiario, senza obbligo di delega a un tecnico.

Al termine dell’invio, il portale ENEA genera una scheda riepilogativa: questo documento va stampato, firmato e conservato, perché rappresenta la prova dell’avvenuta trasmissione. Alla pratica viene inoltre assegnato un codice identificativo (CPID), che dovrà essere riportato e custodito insieme al resto della documentazione.

In caso di controlli, sarà necessario esibire:

  • le schede tecniche dei prodotti installati, con marcatura CE e relative Dichiarazioni di Prestazione (DoP);
  • le fatture e le ricevute dei pagamenti, ricordando che i pagamenti devono avvenire esclusivamente tramite bonifico parlante;
  • il visto di conformità, solo se si è scelto di cedere il credito o applicare lo sconto in fattura.

Per l’Ecobonus, rispetto al Bonus Ristrutturazione, è richiesto qualche passaggio in più. In particolare:

  • serve un’asseverazione tecnica che certifichi sia il rispetto dei requisiti energetici sia la congruità dei prezzi; questa può essere redatta da un professionista abilitato (ingegnere, architetto, geometra, perito) oppure, in alternativa, sostituita da specifiche dichiarazioni del produttore o dell’installatore, che attestino il rispetto delle prestazioni richieste e dei massimali di costo previsti dal DM 6 agosto 2020;
  • per gli interventi su parti comuni condominiali, è richiesto anche l’APE post-intervento (non quello ante, come avveniva per il Superbonus).

Tutta la documentazione raccolta — comprese le asseverazioni firmate dal tecnico — dovrà essere consegnata anche al commercialista o al CAF in occasione della dichiarazione dei redditi. È fondamentale conservarla per almeno 10 anni, perché l’Agenzia delle Entrate può richiederla in qualsiasi momento entro questo periodo.

In breve: un po’ di attenzione in più oggi significa dormire sonni tranquilli domani.

Bonus Infissi Check List Documenti Infografica

Sconto in Fattura e Cessione del Credito: Una Strada Ormai Chiusa

Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di ottenere lo sconto in fattura o la cessione del credito al posto della detrazione fiscale tradizionale. Purtroppo, dobbiamo dare una notizia che deluderà molti: queste opzioni sono state drasticamente limitate dalla normativa degli ultimi anni e, per la quasi totalità dei nuovi interventi, non sono più disponibili.

Il Cambio di Rotta Normativo

Le modifiche legislative successive al 2022 hanno progressivamente eliminato la possibilità di monetizzare immediatamente il beneficio fiscale attraverso lo sconto applicato direttamente dal fornitore o la cessione del credito a banche e altri intermediari finanziari.

Questa stretta è stata motivata dalla necessità di contrastare le frodi fiscali che avevano caratterizzato soprattutto il periodo del Superbonus al 110%, con un impatto negativo sul bilancio dello Stato stimato in diversi miliardi di euro. Le conseguenze però hanno coinvolto anche gli incentivi “minori” come l’Ecobonus e il Bonus Ristrutturazione per gli infissi.

Chi Può Ancora Accedere a Sconto e Cessione: Le Eccezioni Residue

Esistono ancora situazioni, estremamente limitate e circoscritte, in cui è possibile utilizzare lo sconto in fattura o cedere il credito. Si tratta però di cantieri già avviati in passato che soddisfano requisiti temporali molto stringenti.

Casistica 1: Iter Autorizzativo Avviato Prima del 17 Febbraio 2023

Può ancora accedere a sconto in fattura o cessione del credito chi:

✅ Ha presentato un titolo abilitativo comunale (CILAS, CILA, SCIA o Permesso di Costruire) in data antecedente al 17 febbraio 2023

E inoltre:

✅ Entro il 30 marzo 2024 ha già sostenuto spese documentate da fatture per lavori effettivamente eseguiti (requisito introdotto dal DL 39/2024)

Esempio pratico:

  • 10 gennaio 2023: Presentazione CILA al Comune per ristrutturazione con sostituzione infissi
  • 15 marzo 2024: Pagamento fattura per anticipo lavori infissi (€ 5.000)
  • ✅ Requisiti soddisfatti: può accedere a sconto o cessione

Esempio NON valido:

  • 10 gennaio 2023: Presentazione CILA
  • Nessuna spesa sostenuta entro il 30 marzo 2024
  • ❌ Non può accedere a sconto o cessione

Casistica 2: Lavori Avviati o Contratti Stipulati Prima del 16 Febbraio 2023

Per interventi che non richiedono titolo abilitativo (come spesso accade per la semplice sostituzione di infissi), può accedere a sconto o cessione chi:

✅ Ha iniziato materialmente i lavori entro il 16 febbraio 2023

Oppure:

✅ Ha stipulato un accordo vincolante (contratto) con il fornitore entro il 16 febbraio 2023 per la fornitura e posa degli infissi

Importante sulla prova documentale:

Se alla data del 17 febbraio 2023 non risultano acconti versati, è necessaria una dichiarazione sostitutiva di atto notorio firmata sia dal committente che dal fornitore, che attesti:

  • L’effettivo inizio dei lavori entro il 16 febbraio 2023
  • Oppure la stipula di un contratto vincolante entro la stessa data

Questa dichiarazione ha valore legale e false attestazioni comportano conseguenze penali per falso in atto pubblico.

Perché Queste Date Sono Così Rigide

Le date del 16-17 febbraio 2023 corrispondono all’entrata in vigore del Decreto Legge 11/2023 (convertito in Legge 38/2023), che ha introdotto il primo importante giro di vite su sconto e cessione.

La data del 30 marzo 2024 deriva invece dal Decreto Legge 39/2024, che ha ulteriormente inasprito i requisiti per evitare che si potessero aggirare le nuove restrizioni con pratiche presentate formalmente ma senza lavori effettivi.

La Realtà Pratica: Cosa Significa per i Nuovi Interventi

Per essere chiari: se stai programmando oggi (nel 2026) la sostituzione degli infissi, le opzioni di sconto in fattura e cessione del credito sono completamente precluse.

Dovrai necessariamente:

✅ Pagare l’intero importo al fornitore ✅ Recuperare il beneficio fiscale attraverso la detrazione in dichiarazione dei redditi ✅ Attendere 10 anni per recuperare l’intera somma detraibile ✅ Avere capienza fiscale sufficiente ogni anno

Le Alternative Praticabili Oggi

Visto che sconto e cessione non sono disponibili, quali strade restano per rendere l’investimento più sostenibile?

1. Finanziamenti agevolati Alcune banche e istituti di credito offrono prestiti specifici per ristrutturazioni con tassi agevolati, permettendo di dilazionare il pagamento mentre si recupera la detrazione.

2. Promozioni dei fornitori Molte aziende di serramenti propongono pagamenti rateizzati direttamente, senza interessi o con tassi contenuti.

3. Pianificazione fiscale Valutare con il proprio commercialista la distribuzione ottimale delle spese tra anni diversi, per massimizzare il recupero in base alla propria capienza fiscale.

4. Conto Termico Per soggetti ammissibili (imprese, enti), il Conto Termico eroga un contributo diretto che arriva sul conto corrente, senza passare per detrazioni fiscali.

Attenzione alle Truffe

La chiusura di sconto e cessione ha purtroppo dato spazio a proposte fraudolente da parte di soggetti senza scrupoli che promettono di “aggirare” i divieti o di avere “canali privilegiati” per ottenere comunque lo sconto.

Segnali di allerta:

🚨 Promesse di sconto in fattura per interventi nuovi (2024-2026) 🚨 Richieste di pagamenti anticipati “per bloccare l’incentivo” 🚨 Proposte di retrodatare documenti o contratti 🚨 Intermediari che chiedono commissioni elevate per “sbloccare” la cessione

Queste pratiche sono illegali e possono portare a:

  • Perdita totale del diritto alla detrazione
  • Sanzioni fiscali molto pesanti
  • Conseguenze penali per falso e truffa

In Sintesi: Cosa Ricordare

Per i nuovi interventi 2024-2026: ❌ Sconto in fattura: NON disponibile ❌ Cessione del credito: NON disponibile ✅ Detrazione fiscale diretta: Unica opzione valida

Per cantieri già avviati entro febbraio 2023: ✅ Possibile sconto/cessione solo con requisiti molto specifici ⚠️ Verificare accuratamente date e documentazione 👨‍⚖️ Farsi assistere da commercialista o CAF

La strada della detrazione tradizionale richiede maggiore capacità di investimento iniziale e pazienza per recuperare il beneficio, ma resta l’unico percorso legale e sicuro per accedere agli incentivi fiscali sugli infissi.

Il Conto Termico: Il Contributo a Fondo Perduto per gli Infissi

Oltre alle detrazioni fiscali tradizionali (Ecobonus e Bonus Ristrutturazione), esiste una terza forma di incentivazione completamente diversa per natura e modalità di erogazione: il Conto Termico 3.0. Si tratta di un meccanismo di sostegno economico che prevede l’erogazione di un contributo diretto in denaro, versato sul conto corrente del beneficiario dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici).

A differenza delle detrazioni fiscali che richiedono capienza IRPEF/IRES e si recuperano in dieci anni, il Conto Termico rappresenta un vero e proprio rimborso economico che arriva in tempi relativamente brevi, rendendolo particolarmente interessante per determinate categorie di beneficiari.

Come Si Calcola l’Incentivo del Conto Termico

Il contributo erogato dal GSE viene determinato attraverso una formula che tiene conto di tre elementi fondamentali:

Formula di calcolo: Incentivo Totale = % spesa × C × Superficie

Dove:

% spesa = Percentuale di contribuzione, che può essere:

  • 40% per la sola sostituzione degli infissi (caso base)
  • 55% quando la sostituzione degli infissi avviene in combinazione con la sostituzione dell’impianto di riscaldamento/raffrescamento
  • +10% aggiuntivo se si utilizzano componenti prodotti nell’Unione Europea (incentivo alla filiera europea)

C = Costo specifico di riferimento, calcolato come il minore tra:

  • Il costo effettivo al metro quadro sostenuto
  • Il massimale previsto dalla normativa (700 €/m² o 800 €/m² a seconda dei casi)

Superficie = Superficie complessiva in metri quadri degli infissi sostituiti

Esempi Pratici di Calcolo

Esempio 1 – Sostituzione solo infissi:

  • Superficie totale: 30 m²
  • Costo effettivo: 650 €/m² (rientra nel massimale di 700 €/m²)
  • Percentuale base: 40%
  • Componentistica UE: +10%
  • Calcolo: 50% × 650 € × 30 m² = 9.750 euro di contributo

Esempio 2 – Sostituzione infissi + caldaia:

  • Superficie infissi: 25 m²
  • Costo: 750 €/m² (si considera il massimale 800 €/m²)
  • Percentuale maggiorata: 55%
  • Componentistica UE: +10%
  • Calcolo: 65% × 800 € × 25 m² = 13.000 euro di contributo

Chi Può Accedere al Conto Termico per gli Infissi

La platea dei beneficiari del Conto Termico 3.0, aggiornato dal Decreto Ministeriale del 7 agosto 2025, è articolata e dipende strettamente dalla destinazione d’uso dell’immobile su cui si interviene.

Matrice dei Soggetti Ammessi:

Tipologia BeneficiarioImmobili Produttivi/TerziariImmobili Residenziali
Privati cittadini✅ SÌ❌ NO
Società e Imprese✅ SÌ❌ NO
ETS non economici (associazioni, fondazioni no profit)✅ SÌ✅ SÌ
ETS economici (cooperative sociali, imprese sociali)✅ SÌ❌ NO
Pubblica Amministrazione (comuni, scuole, ospedali)✅ SÌ✅ SÌ

Interpretazione della Tabella: Casi Pratici

✅ Casi ammessi:

  • Proprietario di un negozio che sostituisce le vetrine → Privato su immobile terziario
  • Azienda manifatturiera che rinnova gli infissi del capannone → Impresa su immobile produttivo
  • Associazione di volontariato che migliora la sede → ETS non economico
  • Comune che interviene su una scuola elementare → PA su immobile pubblico
  • ASL che sostituisce finestre dell’ospedale → PA su edificio sanitario

❌ Casi NON ammessi:

  • Privato cittadino che sostituisce infissi della propria abitazione → Deve usare Ecobonus o Bonus Casa
  • Imprenditore che rinnova infissi della casa in cui vive → Immobile residenziale escluso per privati
  • Società immobiliare che ristruttura appartamenti residenziali → Residenziale escluso per imprese

Requisiti Prestazionali: I Valori di Trasmittanza Richiesti

Come per l’Ecobonus, anche il Conto Termico impone il rispetto di specifici valori massimi di trasmittanza termica (Uw) per i nuovi infissi, differenziati per zona climatica italiana:

Tabella Trasmittanze Massime Ammesse:

Zona ClimaticaTrasmittanza Massima (W/m²K)Esempi Località
A2,6Lampedusa, Pantelleria
B2,6Palermo, Catania, Cagliari
C1,75Napoli, Roma, Bari
D1,67Firenze, Ancona, Pescara
E1,3Milano, Torino, Bologna, Venezia
F1,0Trento, Belluno, Cuneo

Questi valori sono leggermente più stringenti rispetto all’Ecobonus standard, richiedendo quindi infissi di qualità medio-alta o alta, specialmente nelle zone climatiche più fredde.

Il Bonus delle Schermature Solari

Un aspetto peculiare e vantaggioso del Conto Termico è la possibilità di incentivare anche l’installazione di sistemi di schermatura solare e ombreggiamento, purché abbinati alla sostituzione degli infissi sullo stesso edificio.

Tipologie di schermature incentivabili:

✅ Tende tecniche esterne con tessuti ad alto potere schermante ✅ Veneziane esterne orientabili in alluminio o legno ✅ Frangisole a lamelle fissi o mobili ✅ Brise-soleil integrati in facciata ✅ Sistemi di filtrazione solare integrati nel vetrocamera ✅ Pergole bioclimatiche con lamelle orientabili

Requisiti tecnici obbligatori:

📊 Classe di schermatura: minimo Classe 3 secondo norma UNI EN 14501 🤖 Automazione obbligatoria: meccanismi automatici di regolazione basati su sensori di radiazione solare (secondo UNI EN 15232) ☀️ Fattore solare gtot: deve rientrare in classe 3 o 4 per sistemi di filtrazione (UNI 14501)

L’obbligo di automazione significa che non sono ammesse schermature con comando manuale: devono essere presenti sensori che rilevano l’intensità della radiazione solare e azionano automaticamente le schermature per ottimizzare il comfort e il risparmio energetico.

Spese Ammesse all’Incentivo

Il Conto Termico copre un perimetro di spese piuttosto ampio, comprendendo sia i costi materiali che quelli professionali, con l’importante particolarità che l’IVA è inclusa nel calcolo (a differenza delle detrazioni dove l’IVA è detraibile per alcuni soggetti).

Per la sostituzione degli infissi:

💰 Fornitura completa dei serramenti (telai, vetri, ferramenta) 💰 Posa in opera qualificata con sigillature e isolamenti 💰 Rimozione degli infissi preesistenti 💰 Smaltimento a norma dei materiali rimossi 💰 Miglioramento o sostituzione dei soli vetri (upgrade prestazionale) 💰 Onorari professionali (progettazione, direzione lavori, certificazioni)

Per le schermature solari:

💰 Fornitura schermature certificate 💰 Sistemi di automazione con sensori 💰 Installazione completa 💰 Rimozione schermature preesistenti (se presenti) 💰 Prestazioni tecniche specialistiche

Obblighi e Adempimenti Specifici

Per accedere al Conto Termico non basta sostituire gli infissi con prodotti performanti, ma occorre rispettare alcuni obblighi aggiuntivi:

1. Sistemi di termoregolazione È obbligatoria l’installazione o la verifica della presenza di:

  • Termostati ambiente programmabili
  • Valvole termostatiche sui radiatori
  • Sistemi di controllo della temperatura per zona

2. Diagnosi energetica e APE Per edifici con generatori termici di potenza superiore a 200 kW:

  • Diagnosi energetica completa dell’edificio
  • APE (Attestato di Prestazione Energetica) ante e post intervento

3. APE per imprese ed ETS economici Anche per potenze inferiori, imprese e Enti del Terzo Settore con attività economica devono produrre:

  • APE prima dell’intervento
  • APE dopo l’intervento (che dovrà mostrare un miglioramento)

Modalità di Erogazione del Contributo

Un vantaggio importante del Conto Termico rispetto alle detrazioni fiscali è la modalità di erogazione:

Per importi fino a 5.000 euro: 💸 Erogazione in unica soluzione entro 2-3 mesi dall’approvazione della domanda

Per importi superiori a 5.000 euro: 💸 Erogazione in rate annuali (da 2 a 5 rate a seconda dell’importo) 💸 Le rate vengono versate automaticamente dal GSE ogni anno

Procedura di Accesso al Conto Termico

1️⃣ Realizzazione intervento con prodotti certificati 2️⃣ Raccolta documentazione: fatture, schede tecniche, certificazioni 3️⃣ Presentazione domanda sul portale GSE entro 60 giorni dalla fine lavori 4️⃣ Istruttoria GSE: verifica documentale (3-6 mesi) 5️⃣ Erogazione contributo se domanda approvata

Quando Conviene il Conto Termico

Il Conto Termico è la scelta ottimale quando:

✅ Sei un’impresa o società che interviene su immobili strumentali ✅ Hai scarsa capienza fiscale e non potresti recuperare le detrazioni ✅ Preferisci un contributo immediato anziché attendere 10 anni ✅ L’intervento riguarda edifici non residenziali ✅ Vuoi abbinare schermature solari automatizzate ✅ Sostituisci anche l’impianto termico (aliquota maggiorata al 55%)

Per i privati cittadini su abitazioni residenziali, invece, l’unica strada percorribile resta la detrazione fiscale tramite Ecobonus o Bonus Ristrutturazione.

Per approfondire leggi anche:

Conto Termico 3.0: La Rivoluzione degli Incentivi per l’Efficienza Energetica in Italia

Domande Frequenti (FAQ) sul Bonus Infissi 2026

Domande Generali sugli Incentivi

1. Che cos’è il bonus infissi e a cosa serve?

Il bonus infissi è un insieme di agevolazioni fiscali (Ecobonus, Bonus Ristrutturazione) e contributi economici (Conto Termico) che lo Stato italiano mette a disposizione per incentivare la sostituzione di finestre, porte-finestre e serramenti obsoleti con soluzioni moderne ed efficienti. L’obiettivo è ridurre le dispersioni termiche degli edifici, abbassare i consumi energetici e migliorare il comfort abitativo, recuperando una percentuale significativa della spesa sostenuta.

2. Quali sono le tre forme di incentivo disponibili nel 2026?

Le tre forme di incentivo sono:

  • Ecobonus Infissi: detrazione fiscale al 36-50% restituita in 10 anni, specificamente orientata all’efficienza energetica
  • Bonus Ristrutturazione: detrazione fiscale al 36-50% con maggiore flessibilità e minori vincoli burocratici
  • Conto Termico 3.0: contributo a fondo perduto del 40-55% erogato direttamente dal GSE (solo per imprese, enti e immobili non residenziali)

3. Qual è la differenza principale tra Ecobonus e Bonus Ristrutturazione?

Pur avendo le stesse percentuali di detrazione, l’Ecobonus richiede requisiti prestazionali più stringenti (valori di trasmittanza termica specifici), permette solo la sostituzione di infissi esistenti e prevede adempimenti burocratici più complessi. Il Bonus Ristrutturazione è più flessibile, consente nuove aperture e ampliamenti, non richiede obbligatoriamente la comunicazione ENEA e permette di accedere al Bonus Mobili.

4. Quanto posso recuperare sostituendo gli infissi?

Con l’Ecobonus o il Bonus Ristrutturazione nel 2026, puoi recuperare:

  • 50% della spesa se intervieni sull’abitazione principale come proprietario
  • 36% della spesa su seconde case o come inquilino Il recupero avviene in 10 rate annuali uguali attraverso la dichiarazione dei redditi.

Ecobonus: Requisiti e Funzionamento

5. Quali sono i requisiti tecnici per accedere all’Ecobonus?

I nuovi infissi devono rispettare specifici valori di trasmittanza termica (Uw) che variano per zona climatica (ad esempio: ≤1,4 W/m²K in zona E come Milano). L’edificio deve essere già esistente e accatastato, dotato di impianto di riscaldamento, e l’intervento deve configurarsi come sostituzione (non nuova installazione). Gli infissi devono delimitare volumi riscaldati verso l’esterno o locali non riscaldati.

6. Posso ampliare le dimensioni delle finestre con l’Ecobonus?

Sì, ma solo se la superficie vetrata totale dell’immobile dopo l’intervento rimane uguale o inferiore a quella iniziale. Puoi quindi ampliare una finestra se contemporaneamente riduci o tamponi altre aperture per compensare. Se vuoi aumentare la superficie vetrata complessiva, devi usare il Bonus Ristrutturazione.

7. Qual è il massimale di spesa per l’Ecobonus infissi?

Il massimale è di 120.000 euro di spesa detraibile per unità immobiliare, che corrisponde a una detrazione massima di 60.000 euro (con aliquota al 50%). Questo limite è generoso e sufficiente anche per interventi su immobili di grandi dimensioni.

8. Devo comunicare i lavori all’ENEA?

Sì, per l’Ecobonus la comunicazione all’ENEA è obbligatoria entro 90 giorni dalla fine lavori. Il portale genera una scheda riepilogativa con codice CPID che va conservata. Per il Bonus Ristrutturazione la comunicazione è fortemente consigliata ma non vincolante.

Bonus Ristrutturazione: Vantaggi e Limiti

9. Posso creare nuove finestre con il Bonus Ristrutturazione?

Sì, il Bonus Ristrutturazione permette di:

  • Creare nuove aperture su pareti cieche
  • Aprire nuove porte-finestre
  • Ampliare infissi esistenti senza limiti
  • Aumentare la superficie vetrata totale
  • Trasformare finestre in porte-finestre Tutte operazioni non consentite dall’Ecobonus.

10. Cos’è il Bonus Mobili e come funziona?

Chi utilizza il Bonus Ristrutturazione può accedere anche al Bonus Mobili, che consente di detrarre al 50% (nel 2026) l’acquisto di mobili nuovi ed elettrodomestici di classe energetica elevata, fino a un massimale di 5.000 euro completamente indipendente dal massimale del Bonus Ristrutturazione. Non è accessibile con l’Ecobonus.

11. Posso sostituire un infisso con uno identico usando il Bonus Ristrutturazione?

No, se sostituisci un infisso con uno completamente identico per materiale, tipologia e caratteristiche tecniche, non hai diritto al Bonus Ristrutturazione perché non si configura manutenzione straordinaria. Devi apportare almeno una modifica: cambio materiale (legno→PVC), cambio sistema apertura (battente→scorrevole), o upgrade vetri (singolo→doppio/triplo).

12. Posso detrarre le zanzariere?

Le zanzariere sono detraibili solo con il Bonus Ristrutturazione, non con l’Ecobonus. Devono essere installate nell’ambito di un intervento di ristrutturazione che includa la sostituzione degli infissi.

Spese Ammesse e Documenti

13. Quali spese posso includere nella detrazione?

Sono detraibili:

  • Fornitura e posa di finestre, porte-finestre, porte d’ingresso, lucernari
  • Sostituzione anche dei soli vetri
  • Persiane, tapparelle, scuri (se installati insieme agli infissi)
  • Cassonetti coibentati
  • Prestazioni professionali (progettazione, certificazioni, asseverazioni, invio ENEA)
  • Smontaggio e smaltimento vecchi infissi

14. Come devo pagare per non perdere la detrazione?

I pagamenti devono avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario o postale parlante con causale specifica:

  • “art. 14 DL 63/2013” per Ecobonus
  • “art. 16-bis DPR 917/86” per Bonus Ristrutturazione Il bonifico deve riportare codice fiscale del beneficiario e codice fiscale/P.IVA del fornitore. Non sono ammessi contanti, assegni o carte di credito.

15. Quali documenti devo conservare?

Per almeno 10 anni devi conservare:

  • Fatture dettagliate
  • Ricevute bonifici parlanti
  • Schede tecniche con marcatura CE e Dichiarazioni di Prestazione (DoP)
  • Scheda riepilogativa ENEA con codice CPID
  • Asseverazioni tecniche o dichiarazioni fornitore (solo Ecobonus)
  • APE finale (solo per condomìni con Ecobonus)
  • Eventuali titoli edilizi (CILA, SCIA)

16. Serve un tecnico abilitato per l’asseverazione?

Per l’Ecobonus hai due opzioni:

  • Modalità semplificata: dichiarazione del fornitore/installatore su rispetto requisiti e massimali (valida se costi ≤660-900 €/m²)
  • Modalità completa: asseverazione di un tecnico abilitato (obbligatoria se superi i massimali o per interventi condominiali) Per il Bonus Ristrutturazione l’asseverazione tecnica non è richiesta.

Casi Specifici

17. Posso detrarre gli infissi se sono in affitto?

Sì, anche gli inquilini possono accedere alle detrazioni purché sostengano effettivamente le spese e abbiano il consenso del proprietario. L’aliquota nel 2026 sarà del 36% anziché 50%, trattandosi di soggetti diversi dai proprietari.

18. Gli infissi di box, cantina o garage sono detraibili?

No con l’Ecobonus, perché è riservato agli infissi che delimitano volumi riscaldati. Potrebbero rientrare nel Bonus Ristrutturazione se la sostituzione avviene nel contesto di una ristrutturazione più ampia dell’immobile.

19. Cosa succede se vendo casa prima dei 10 anni?

La detrazione residua si trasferisce automaticamente al nuovo proprietario, salvo diverso accordo tra le parti da formalizzare nell’atto di compravendita. In alternativa, venditore e acquirente possono concordare che il venditore continui a fruire delle rate residue.

20. Posso usare la detrazione per una seconda casa?

Sì, ma con aliquota ridotta: 36% nel 2026 anziché 50%, trattandosi di immobile diverso dall’abitazione principale.

Sconto in Fattura e Cessione del Credito

21. Posso ottenere lo sconto in fattura o cedere il credito?

Per i nuovi interventi 2024-2026: NO, queste opzioni sono completamente chiuse. Sono disponibili solo per rarissimi casi di cantieri già avviati prima del 17 febbraio 2023 con specifici requisiti documentali. Devi obbligatoriamente pagare l’intero importo e recuperare la detrazione in 10 anni tramite dichiarazione dei redditi.

22. Quali alternative ho se non posso ottenere lo sconto in fattura?

Le alternative praticabili sono:

  • Finanziamenti agevolati da banche per ristrutturazioni
  • Pagamenti rateizzati offerti direttamente dai fornitori
  • Pianificazione fiscale con il commercialista per ottimizzare il recupero
  • Conto Termico (solo per imprese/enti su immobili non residenziali)

Conto Termico

23. Chi può accedere al Conto Termico per gli infissi?

Possono accedere:

  • Imprese e privati su immobili produttivi/terziari (uffici, negozi, capannoni)
  • Enti del Terzo Settore non economici anche su immobili residenziali
  • Pubblica Amministrazione su qualsiasi immobile

Non possono accedere:

  • Privati cittadini per la propria abitazione residenziale (devono usare Ecobonus o Bonus Casa)

24. Quanto si recupera con il Conto Termico?

Il contributo è del:

  • 40% per sola sostituzione infissi
  • 55% se abbinata a sostituzione impianto termico
  • +10% bonus per componentistica prodotta nell’UE

Il contributo viene erogato direttamente sul conto corrente dal GSE in 2-3 mesi (se ≤5.000€) o in 2-5 rate annuali (se >5.000€).

25. Quali sono i tempi per richiedere il Conto Termico?

Devi presentare domanda sul portale GSE entro 60 giorni dalla fine lavori (non 90 come l’ENEA). L’istruttoria richiede 3-6 mesi, dopodiché il contributo viene erogato se la domanda è approvata.

Aspetti Fiscali e Pratici

26. Cosa significa “capienza fiscale” e perché è importante?

La capienza fiscale è l’ammontare delle imposte IRPEF/IRES che paghi annualmente. La detrazione funziona come sconto sulle tasse: se un anno paghi meno tasse della quota di detrazione spettante, la parte eccedente viene persa definitivamente. Chi ha redditi bassi o molte altre detrazioni potrebbe non recuperare l’intero beneficio.

27. Quante rate sono e come vengono restituite?

La detrazione viene restituita in 10 rate annuali di identico importo, scalate dalle imposte al momento della dichiarazione dei redditi (730 o Redditi). Se spendi 15.000€ con detrazione al 50%, recuperi 7.500€ in 10 anni (750€/anno).

28. Posso sostituire solo alcune finestre o devo cambiare tutte?

Puoi sostituire anche una sola finestra, non c’è obbligo di sostituire tutti gli infissi dell’abitazione. Tuttavia, è consigliabile valutare interventi organici per massimizzare il risparmio energetico complessivo.

29. Serve un’autorizzazione comunale?

Dipende dall’intervento:

  • Semplice sostituzione senza modifiche: edilizia libera, nessuna comunicazione
  • Modifiche di forma, dimensione o nuove aperture: potrebbe servire CILA o SCIA
  • Edifici vincolati o centri storici: quasi sempre necessaria autorizzazione Verifica sempre con un tecnico o l’ufficio comunale.

30. Quanto costa in media sostituire gli infissi?

I costi variano ampiamente in base a:

  • Materiale (PVC: 200-400€/m², alluminio: 300-500€/m², legno: 400-700€/m²)
  • Tipologia di vetro (doppio standard: +100€/m², triplo basso-emissivo: +200€/m²)
  • Dimensioni e numero infissi
  • Oscuranti e accessori

Per un appartamento medio (80-100m²) con 6-8 finestre, la spesa varia tra 8.000€ e 20.000€ a seconda della qualità scelta.

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Avvertenza — Natura divulgativa del contenuto Questo articolo è redatto dall'Ing. Mirco Vitellozzi con finalità informative e divulgative, ed è aggiornato alla data di pubblicazione indicata in calce. Il contenuto illustra principi tecnici e quadri normativi in forma semplificata: esempi numerici, casi studio e schemi decisionali sono riferimenti di scenario, non parametri da applicare meccanicamente al caso individuale.

Normative tecniche, incentivi fiscali, aliquote e procedure possono essere modificati da provvedimenti successivi: verifica sempre la vigenza della disciplina sulle fonti ufficiali prima di qualsiasi decisione operativa. Nessuna informazione qui riportata costituisce consulenza professionale personalizzata, parere tecnico formale o perizia ai sensi della normativa vigente, né prestazione professionale ai sensi della Legge 143/1949. Per l'applicazione al tuo caso concreto è necessario rivolgersi a un professionista iscritto al relativo Ordine e acquisire valutazione specifica sulla tua situazione. Leggi l'informativa completa.

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Pubblicato da Mirco Vitellozzi

Ing. Mirco Vitellozzi, ingegnere libero professionista iscritto all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Fermo. Specializzato in efficienza energetica, normativa edilizia, incentivi fiscali e Transizione 5.0.

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