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Un punto di ricarica di Tipologia A funziona in corrente alternata, ha una potenza nominale di almeno 7,4 kW e assorbe non meno di 32 A per ciascuna fase: è la colonnina o la wallbox pensata per le soste lunghe. Un sistema di Tipologia B, al contrario, lavora in corrente continua e raggiunge una potenza nominale di almeno 50 kW, la configurazione tipica della ricarica rapida per soste brevi. Il DM 28 ottobre 2025 sui Requisiti Minimi introduce questa distinzione nel Capitolo 6 dell’Allegato 1, e la differenza non riguarda soltanto i kilowatt: cambia la tecnologia di ricarica, cambia il tempo di sosta a cui ciascun sistema è destinato e, come vedremo, cambia anche il modo in cui i due sistemi possono sostituirsi a vicenda nel computo degli obblighi.
In qualità di ingegnere con trent’anni di esperienza tra efficienza energetica, impianti tecnologici e normativa edilizia, considero questa distinzione uno dei dettagli più fraintesi del nuovo decreto. Molti progettisti si concentrano sul numero di colonnine da installare e trascurano la tecnologia richiesta, un errore che può costringere a rivedere il progetto elettrico a lavori quasi conclusi. Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 283 del 5 dicembre 2025 e in vigore dal 3 giugno 2026, aggiorna il DM 26 giugno 2015 e recepisce la Direttiva (UE) 2018/844: la mobilità elettrica entra così, a pieno titolo, tra i contenuti della relazione tecnica ex Legge 10/1991.
Cos’è un punto di ricarica di Tipologia A
La Tipologia A identifica un punto di ricarica in corrente alternata (AC). Il decreto fissa due soglie cumulative: la potenza nominale deve essere pari o superiore a 7,4 kW e la corrente deve raggiungere almeno 32 A su ciascuna fase dell’impianto. Si tratta della configurazione più diffusa nei parcheggi aziendali e nelle strutture ricettive, perché corrisponde alla classica wallbox o alla colonnina da parete.
Un punto di Tipologia A è pensato per soste di diverse ore, non per una ricarica in pochi minuti. Un dipendente che lascia l’auto in azienda per l’intero turno di lavoro, oppure un ospite che soggiorna in albergo per una notte, rientra esattamente nel profilo d’uso per cui questa tipologia è stata dimensionata. La potenza contenuta consente inoltre di distribuire più punti A sullo stesso quadro elettrico senza sovradimensionare la fornitura, a patto di verificare sempre la potenza disponibile al contatore.

Cos’è un sistema di ricarica di Tipologia B
La Tipologia B, al contrario, identifica un sistema in corrente continua (DC) con potenza nominale di almeno 50 kW. Non cambia soltanto il valore in kilowatt: cambia la tecnologia stessa di erogazione, perché la conversione da corrente alternata a corrente continua avviene direttamente nella colonnina, non a bordo del veicolo. Questo è il motivo per cui un sistema B riesce a fornire in pochi minuti l’energia che un punto A eroga in diverse ore.
Un sistema di Tipologia B è quindi la scelta obbligata dove la sosta è breve e la rotazione dei veicoli è elevata: aree di servizio, parcheggi di supermercati o punti di interscambio con soste contenute in trenta o quaranta minuti. Un investimento di questo tipo richiede però una disponibilità di potenza in ingresso molto superiore rispetto a un semplice punto A, con ricadute dirette sul dimensionamento del quadro generale e, spesso, sulla necessità di richiedere un aumento della potenza contrattuale al distributore.

Tipo A e Tipo B a confronto
Riassumendo i due parametri che il progettista deve verificare per primi:
| Caratteristica | Tipologia A | Tipologia B | |—|—|—| | Corrente | Alternata (AC) | Continua (DC) | | Potenza nominale minima | 7,4 kW | 50 kW | | Requisito aggiuntivo | almeno 32 A per fase | — | | Uso tipico | Sosta lunga | Sosta breve, ricarica rapida |
Questa tabella, tuttavia, non esaurisce il tema. Il decreto stabilisce anche in che misura i due sistemi possano sostituirsi a vicenda nel calcolo degli obblighi, ed è qui che si annidano gli errori più frequenti nelle relazioni tecniche.


Le equivalenze tra Tipo A e Tipo B previste dal decreto
Da dieci punti A a un sistema B
Il DM 28 ottobre 2025 ammette che un progettista sostituisca dieci punti di Tipologia A con un unico sistema di Tipologia B. È un’equivalenza pensata per lasciare margine di scelta tecnica, non un obbligo: si può preferire la soluzione B quando la disponibilità di spazio è limitata o quando la funzione dell’edificio richiede una rotazione rapida degli stalli.

Le equivalenze con la ricarica ultraveloce
Il decreto prevede due ulteriori gradini. Due sistemi di Tipologia B possono essere sostituiti da un unico sistema di potenza pari o superiore a 150 kW. Quattro sistemi B, a loro volta, possono diventare un solo sistema da almeno 350 kW, la potenza tipica della ricarica ultraveloce per i veicoli commerciali e per le flotte a rotazione intensiva.

Il percorso inverso nei soli parcheggi privati
Nei parcheggi ad accesso privato, e soltanto in questi, il decreto ammette anche il percorso opposto: dieci punti di Tipologia A al posto di un sistema di Tipologia B, alle condizioni indicate dall’Allegato 1. È un’apertura che ha senso pratico, perché in un parcheggio aziendale riservato ai dipendenti la sosta lunga è la norma, non l’eccezione, e distribuire la potenza su più punti A può risultare più efficiente che concentrarla su un unico sistema rapido.

Un limite da non dimenticare: nessuna sostituzione a cascata
Le equivalenze appena descritte non sono cumulabili in sequenza. Non è quindi possibile trasformare prima dieci punti A in un sistema B e poi utilizzare quel sistema B, insieme a un altro, per ottenere un impianto da 150 kW attraverso due passaggi successivi. Ogni equivalenza si applica una sola volta, a partire dalla configurazione di base prevista per l’edificio. È un dettaglio che vale la pena verificare due volte prima di chiudere il computo, perché un errore in questo punto invalida l’intera verifica della relazione tecnica.

Perché la scelta tra Tipo A e Tipo B non è solo un fatto tecnico
La tipologia dei punti di ricarica non dipende soltanto dalla disponibilità di spazio o di potenza. Dipende, prima di tutto, dal profilo di utilizzo del parcheggio, ed è un aspetto che troppo spesso viene deciso a tavolino senza un confronto con la committenza. Un parcheggio ad accesso pubblico, dove la sosta media è breve, orienta la scelta verso più punti A per la sosta ordinaria e, superata una certa soglia di posti auto, verso sistemi B per le soste rapide. Un parcheggio ad accesso privato, riservato a dipendenti o a una flotta aziendale, giustifica invece una prevalenza di punti A, coerente con soste che durano l’intero turno di lavoro.

Il decreto chiede inoltre che le infrastrutture di ricarica supportino la modulazione della potenza in funzione della rete, la cosiddetta ricarica intelligente (V1G), e la gestione dello scambio bidirezionale dove il veicolo lo consente (V2G). Per gli edifici che integrano fotovoltaico e accumulo, questo requisito diventa una leva concreta per contenere il prelievo di punta, ed è un elemento che conviene valutare già in fase di progettazione elettrica, non a posteriori.

Quanti punti di Tipologia A o sistemi di Tipologia B servano effettivamente in un determinato edificio dipende poi da altre variabili, che ho approfondito nella guida agli obblighi di installazione delle colonnine di ricarica negli edifici non residenziali: numero di posti auto, tipo di intervento, accesso pubblico o privato al parcheggio. La distinzione tra Tipo A e Tipo B è il primo passo di un calcolo più ampio, non l’unico.
L’errore da evitare nella relazione tecnica
L’errore più comune che riscontro nelle relazioni ex Legge 10 è trattare Tipo A e Tipo B come due opzioni intercambiabili a piacimento, senza documentare la logica della scelta. Non lo sono. Ogni equivalenza applicata va motivata in relazione, con riferimento puntuale al Capitolo 6 dell’Allegato 1 del DM 28 ottobre 2025, indicando la configurazione di partenza e quella di arrivo. Da un punto di vista tecnico ed economico, è spesso un grave errore rincorrere la soluzione più economica in fase di preventivo senza verificare se la tipologia scelta rispetta davvero i requisiti minimi di potenza e corrente previsti dal decreto.


FAQ — Domande frequenti su punto di ricarica Tipo A e Tipo B
Che differenza c’è tra un punto di ricarica Tipo A e uno di Tipo B?
La differenza riguarda potenza e tecnologia di ricarica. Il punto di Tipologia A lavora in corrente alternata, con potenza nominale di almeno 7,4 kW e almeno 32 A per ogni fase. Il sistema di Tipologia B lavora invece in corrente continua, con potenza nominale di almeno 50 kW. Il primo è pensato per le soste lunghe, il secondo per la ricarica rapida.
Un sistema di Tipologia B può sostituire più punti di Tipologia A?
Sì. Il DM 28 ottobre 2025 ammette la sostituzione di dieci punti di Tipologia A con un unico sistema di Tipologia B. Sono previste equivalenze anche con sistemi di ricarica ultraveloce, fino a 150 kW e 350 kW.
Le equivalenze tra Tipo A e Tipo B si possono applicare più volte in sequenza?
No. Ogni equivalenza si applica una sola volta, a partire dalla configurazione base richiesta per l’edificio. Non è possibile trasformare dieci punti A in un sistema B e poi utilizzare quel sistema B per un’ulteriore equivalenza verso un impianto ultraveloce.
È sempre obbligatorio installare sistemi di Tipologia B?
No. Il decreto prevede sistemi di Tipologia B soltanto a partire da determinate soglie di posti auto, generalmente oltre i 100 stalli negli edifici non residenziali. Sotto questa soglia, l’obbligo riguarda solo punti di Tipologia A.
Quanti punti di ricarica devo prevedere nel mio progetto?
Il numero dipende da variabili diverse dalla sola tipologia: destinazione d’uso dell’edificio, tipo di intervento, numero di posti auto e accesso pubblico o privato al parcheggio. Il calcolo completo è affrontato nella guida agli obblighi di installazione negli edifici non residenziali.
Cosa significa “almeno 32 A per ogni fase” per un punto di Tipologia A?
Significa che ciascuna delle fasi dell’impianto elettrico che alimenta il punto di ricarica deve poter erogare almeno 32 ampere. È un requisito cumulativo rispetto alla potenza nominale minima di 7,4 kW, non alternativo: entrambe le soglie vanno rispettate.
La predisposizione delle canalizzazioni coincide con l’installazione dei punti di ricarica?
No. La predisposizione riguarda le infrastrutture di canalizzazione che rendono possibile una futura installazione, senza che il punto di ricarica sia già attivo. L’obbligo di predisporre un posto auto non coincide quindi necessariamente con l’obbligo di installarvi da subito un punto di Tipologia A o un sistema di Tipologia B.

Conclusione
La differenza tra punto di ricarica Tipo A e sistema Tipo B non è un dettaglio tecnico marginale: è il primo bivio da cui dipende tutto il resto del computo. Tipo A significa corrente alternata, almeno 7,4 kW e almeno 32 A per fase, pensato per le soste lunghe. Tipo B significa corrente continua, almeno 50 kW, pensato per le soste brevi. Le equivalenze previste dal decreto offrono margine di scelta progettuale, ma vanno applicate una sola volta e sempre documentate in relazione.
Stai definendo la tipologia dei punti di ricarica per un progetto in corso, o devi rivedere un computo già chiuso? Posso aiutarti a verificare la scelta più corretta per il tuo caso specifico e a impostare correttamente la relazione tecnica. Puoi prenotare una consulenza personalizzata direttamente con me: Prenota la tua consulenza.
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