www.tuoingegnere.it – https://tuoingegnere.altervista.org/ – https://www.youtube.com/@Tuoingegnere –https://tidycal.com/mircovitellozzi/tuoingegnere-linkedin

La Legge di Bilancio 2026 segna un momento cruciale per la trasformazione digitale delle imprese italiane. Con l’articolo 1, commi 427-436, il legislatore ha reintrodotto l’iperammortamento, uno strumento fiscale potente che consente alle aziende di dedurre una percentuale maggiorata del costo di acquisto dei beni strumentali innovativi. Ma quali sono i dettagli tecnici di questa norma? Quali beni possono accedere all’agevolazione? In questa guida analizzeremo comma per comma il testo definitivo approvato al Senato e gli Allegati IV e V con l’elenco completo dei beni materiali e immateriali ammissibili.
La Struttura Normativa: Articolo 1 Commi 427-436
L’iperammortamento 2026-2028 trova la sua disciplina in dieci commi specifici della Legge di Bilancio. L’analisi puntuale di ogni comma permette di comprendere appieno come funziona questa agevolazione e quali sono i requisiti per accedervi. Il testo è stato significativamente modificato durante l’esame parlamentare al Senato, introducendo importanti novità rispetto alla versione iniziale presentata dal Governo.
La maggiorazione dell’ammortamento si applica esclusivamente ai beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello Industria 4.0, effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Una delle novità più rilevanti riguarda l’aggiornamento degli elenchi dei beni agevolabili, che non fanno più riferimento agli Allegati A e B della legge 232/2016, ma sono stati completamente riformulati e inseriti come Allegati IV e V della stessa Legge di Bilancio 2026.

Comma 427: Ambito Applicativo e Aliquote di Maggiorazione
Il comma 427 rappresenta il cuore dell’agevolazione. Riconosce ai titolari di reddito d’impresa, ai fini IRES e IRPEF, una maggiorazione del costo di acquisto dei beni strumentali nuovi da considerare nella determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria deducibili.
L’ambito di applicazione è definito con precisione: gli investimenti devono essere destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato italiano e i beni devono essere prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo. Questa clausola geografica rappresenta un vincolo importante introdotto durante l’iter parlamentare per favorire la produzione europea.
Le aliquote di maggiorazione seguono una struttura progressiva decrescente per scaglioni di investimento. Per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, la maggiorazione raggiunge il livello massimo del 180 percento. Questo significa che un’azienda che acquista un robot collaborativo da 100.000 euro potrà ammortizzare fiscalmente 180.000 euro, ottenendo un significativo risparmio d’imposta distribuito negli anni di vita utile del bene.
Per gli investimenti compresi tra 2,5 e 10 milioni di euro, la maggiorazione scende al 100 percento, mentre per la fascia tra 10 e 20 milioni di euro si applica una maggiorazione del 50 percento. Oltre i 20 milioni di euro non sono previste maggiorazioni, ma rimane applicabile l’ammortamento ordinario secondo le regole fiscali vigenti.
La finestra temporale per beneficiare dell’agevolazione va dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Rispetto alla versione originale del disegno di legge, che limitava il beneficio agli investimenti effettuati nel solo anno 2026, l’estensione temporale quasi triennale offre alle imprese maggiore certezza e tempo per pianificare gli investimenti.

Comma 428: Esclusioni e Condizioni Soggettive
Il comma 428 individua con precisione quali imprese sono escluse dall’agevolazione. Non possono accedere all’iperammortamento le imprese in stato di fallimento, liquidazione volontaria, concordato preventivo senza continuità aziendale, liquidazione coatta amministrativa o sottoposte ad altre procedure concorsuali previste dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.
Sono inoltre escluse le imprese che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di queste situazioni e quelle destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.
Per le imprese ammesse al beneficio, la spettanza dell’agevolazione è subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori. Queste condizioni rappresentano un presidio fondamentale per garantire che l’incentivo fiscale vada a imprese responsabili e in regola con gli obblighi essenziali.

Comma 429: Tipologie di Beni Agevolabili e Riferimento agli Allegati
Il comma 429 definisce quali investimenti possono beneficiare della maggiorazione. Si tratta di una norma cruciale che rimanda espressamente agli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026 per l’individuazione dei beni ammissibili.
La lettera a) del comma identifica gli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi ricompresi negli elenchi degli Allegati IV e V, con un requisito essenziale: devono essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. L’interconnessione rappresenta un elemento distintivo dell’Industria 4.0 e garantisce che l’investimento contribuisca effettivamente alla trasformazione digitale dell’impresa.
La lettera b) introduce una categoria aggiuntiva di beni agevolabili: investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta. Rientrano in questa categoria, ad esempio, gli impianti fotovoltaici con moduli prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo che presentino un’efficienza di cella non inferiore al 23,5 percento o al 24 percento a seconda della tecnologia utilizzata.

Comma 430: Modalità di Accesso e Certificazione
Il comma 430 disciplina le procedure operative per accedere all’agevolazione. Le imprese devono presentare comunicazioni e certificazioni telematiche attraverso la piattaforma del GSE S.p.A., utilizzando modelli standard che saranno definiti con decreto attuativo.
Questo sistema centralizzato garantisce trasparenza e uniformità nelle procedure di accesso, facilitando anche le attività di monitoraggio e controllo da parte delle amministrazioni competenti.
Comma 431: Cumulabilità con Altre Agevolazioni
Il comma 431 affronta un tema delicato: la compatibilità dell’iperammortamento con altri incentivi. La norma stabilisce che il beneficio è cumulabile con altre agevolazioni di natura nazionale o europea, purché il totale complessivo delle agevolazioni non superi il costo effettivamente sostenuto.
È prevista un’importante esclusione: non possono beneficiare dell’iperammortamento gli investimenti che già godono del credito d’imposta per beni strumentali materiali 4.0 previsto dalla Legge di Bilancio 2025. Questa limitazione evita duplicazioni di benefici sugli stessi investimenti, garantendo un uso efficiente delle risorse pubbliche.
Comma 432: Sostituzione dei Beni e Conservazione del Beneficio
Il comma 432 introduce una norma di salvaguardia importante. Se il bene agevolato viene realizzato a titolo oneroso prima della fine del periodo di ammortamento o viene destinato a strutture produttive all’estero, il beneficio fiscale già goduto non si perde, a condizione che l’impresa provveda alla sostituzione del bene originario con un bene materiale strumentale avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori.
La sostituzione deve avvenire nello stesso periodo d’imposta in cui si verifica il realizzo o la delocalizzazione. Questa disposizione offre flessibilità alle imprese che devono riorganizzare i processi produttivi senza perdere i vantaggi fiscali già maturati.
Comma 433: Decreto Attuativo e Modalità Applicative
Il comma 433 delega al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la definizione delle modalità attuative dell’agevolazione. Il decreto ministeriale dovrà essere emanato entro trenta giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio e specificherà le procedure operative, i modelli di comunicazione, le modalità di certificazione dei requisiti tecnici e ogni altro aspetto necessario per rendere operativa la misura.
Comma 434: Determinazione degli Acconti
Il comma 434 contiene una norma tecnica relativa al calcolo degli acconti d’imposta. Per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026, la determinazione dell’acconto deve essere effettuata senza tener conto delle disposizioni sull’iperammortamento, applicando quindi il metodo storico basato sui dati dell’anno precedente.
Questa previsione evita complicazioni nel primo anno di applicazione dell’agevolazione e garantisce certezza nella determinazione degli acconti dovuti.
Comma 435: Ruolo del GSE nella Gestione delle Procedure
Il comma 435 affida al GSE S.p.A. la gestione operativa delle procedure di accesso all’iperammortamento, dei controlli e della piattaforma informatica dedicata. Il GSE opererà tramite convenzione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Questa scelta organizzativa sfrutta le competenze e l’esperienza del GSE nella gestione di incentivi legati all’energia e alla sostenibilità, garantendo professionalità ed efficienza nella gestione delle domande.
Comma 436: Monitoraggio degli Oneri Finanziari
Il comma 436 prevede che il Ministero dell’Economia e delle Finanze monitorizzi costantemente gli oneri finanziari derivanti dall’iperammortamento per prevenire eventuali scostamenti rispetto alle previsioni di spesa contenute nella Legge di Bilancio.
Qualora emergessero criticità, il MEF potrà adottare le misure correttive necessarie per garantire il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica.
Allegato IV: Beni Materiali Agevolabili
L’Allegato IV contiene l’elenco completo dei beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il paradigma Industria 4.0. L’allegato è strutturato in quattro gruppi principali.
Gruppo I: Macchine e Sistemi di Produzione
Il primo gruppo comprende beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite sensori e azionamenti. Rientrano in questa categoria:
Macchine utensili per asportazione, utilizzate per lavorazioni di tornitura, fresatura, alesatura e altre operazioni di rimozione del materiale mediante utensili.
Macchine operanti con tecnologie avanzate come laser, plasma, waterjet, fascio di elettroni, elettroerosione e processi elettrochimici, che permettono lavorazioni di alta precisione.
Macchine e impianti per la trasformazione di materiali e materie prime, che realizzano prodotti attraverso processi di modifica fisica o chimica dei materiali.

Macchine per deformazione plastica di metalli e altri materiali, che modificano la forma dei materiali senza asportare materiale.
Macchine per assemblaggio, giunzione e saldatura, fondamentali per l’unione di componenti nei processi di assemblaggio industriale.
Macchine per confezionamento e imballaggio, che automatizzano le fasi finali della produzione preparando i prodotti per la distribuzione.
Macchine di de-produzione e riconfezionamento, che recuperano materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti a fine vita, contribuendo all’economia circolare.

Robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot, che rappresentano il cuore dell’automazione avanzata nelle fabbriche moderne.
Macchine per modifica delle caratteristiche superficiali, che conferiscono proprietà specifiche alle superfici dei prodotti.
Macchine per manifattura additiva utilizzate in ambito industriale, comunemente note come stampanti 3D industriali.
Dispositivi per movimentazione automatizzata, inclusi AGV, sistemi di convogliamento flessibili e dispositivi dotati di riconoscimento pezzi mediante RFID o sistemi di visione.
Impianti tecnologici per condizioni ambientali operative, come sistemi HVAC e di controllo dell’umidità necessari per garantire le condizioni ottimali dei processi produttivi.
Magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica, che ottimizzano la logistica interna.
Tutte queste macchine devono possedere caratteristiche tecniche specifiche: controllo tramite CNC o PLC, interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento remoto di istruzioni, integrazione automatizzata con il sistema logistico, interfaccia uomo-macchina intuitiva e conformità ai parametri di sicurezza.
Inoltre, devono avere almeno due delle seguenti caratteristiche avanzate: sistemi di telemanutenzione o telediagnosi, monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro mediante sensori, integrazione con modellizzazione digitale del processo (digital twin).
Gruppo II: Sistemi per Qualità e Sostenibilità
Il secondo gruppo comprende sistemi di misura a coordinate, strumentazione per verifica di requisiti geometrici, sistemi di monitoraggio in-process, macchine per test e collaudo non distruttivo, dispositivi per marcatura e tracciabilità, sistemi di gestione intelligente dell’energia, filtri e sistemi di trattamento ambientale, e sistemi basati su intelligenza artificiale per l’identificazione automatica di non conformità.
Gruppo III: Dispositivi per Interazione Uomo-Macchina
Il terzo gruppo include banchi di lavoro ergonomici adattabili automaticamente alle caratteristiche fisiche degli operatori, sistemi per sollevamento robotizzato, dispositivi wearable e di realtà estesa, interfacce uomo-macchina intelligenti, sistemi interattivi per l’interazione con i clienti.
Gruppo IV: Infrastrutture Digitali
Il quarto gruppo, introdotto con gli aggiornamenti normativi, comprende infrastrutture di calcolo per intelligenza artificiale, sistemi di edge computing industriale, infrastrutture di connettività 5G private, reti Wi-Fi industriali, sistemi di sincronizzazione temporale, infrastrutture per cybersecurity OT/IT, sistemi per backup e disaster recovery.
Questi beni devono essere interconnessi ai sistemi informativi aziendali e destinati all’esecuzione di software degli Allegati V o al supporto operativo di altri beni Industria 4.0. Sono espressamente esclusi personal computer, notebook, tablet, stampanti e dispositivi per attività amministrative non connesse ai processi operativi.
Allegato V: Beni Immateriali Agevolabili
L’Allegato V elenca i beni immateriali, ovvero software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali funzionali alla trasformazione digitale.
L’elenco è vastissimo e comprende:
Software di progettazione e simulazione, inclusi sistemi CAD, CAE, PLM, PDM per la progettazione 3D, simulazione e prototipazione virtuale.
Software per riprogettazione dei sistemi produttivi, che ottimizzano i flussi di materiali e informazioni.
Sistemi di supporto alle decisioni basati su analisi dati e intelligenza artificiale.
Software MES, SCADA, CMMS per la gestione e coordinamento della produzione e della manutenzione.
Sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine interfacciati con soluzioni cloud.

Software di realtà estesa (AR/VR/MR/XR) per studio, formazione e operazioni di assemblaggio.
Sistemi di reverse modeling per ricostruzione virtuale di contesti reali.
Piattaforme Industrial Internet of Things per comunicazione e condivisione dati tra dispositivi, macchine e sistemi.
Software per dispatching e instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi.
Sistemi di gestione della qualità a livello di sistema produttivo.
Piattaforme cloud computing per risorse virtualizzate a supporto di produzione e supply chain.
Software di industrial analytics per trattamento di big data provenienti da sensoristica IoT.
Sistemi di intelligenza artificiale e machine learning per qualità del processo e funzionamento affidabile di macchinari.
Software per cybersystem con elevata capacità cognitiva, interazione e autoapprendimento.
Applicazioni per robot collaborativi e macchine intelligenti per sicurezza e manutenzione predittiva.
Software per gestione energetica intelligente, inclusi sistemi EMS per microgrid e integrazione fonti rinnovabili.
Sistemi di cybersecurity per protezione da attacchi informatici.
Software di virtual industrialization e digital twin per simulazione virtuale degli ambienti produttivi.
Sistemi di gestione supply chain per e-commerce e drop-shipping.
Software per fruizioni immersive e ricostruzioni 3D.
Una categoria particolarmente innovativa riguarda i software di intelligenza artificiale avanzata, che comprende modelli linguistici di grandi dimensioni (Large Language Models), sistemi di AI autonoma (Agentic AI), piattaforme MLOps per gestione del ciclo di vita dei modelli, software per manutenzione predittiva e sistemi di Process Mining.

Sono inoltre inclusi software per sostenibilità e transizione ecologica, come sistemi per calcolo dell’impronta carbonica, piattaforme per il Passaporto Digitale del Prodotto e software per gestione dei rifiuti ed economia circolare.
Infine, l’allegato comprende piattaforme per interoperabilità e data spaces conformi agli standard europei, sistemi per convergenza IT-OT e piattaforme low-code e no-code per sviluppo rapido di applicazioni industriali.
Requisiti Tecnici e Documentazione Obbligatoria
Per accedere all’iperammortamento non è sufficiente che il bene rientri negli Allegati IV o V. È necessario dimostrare il possesso dei requisiti tecnici attraverso documentazione specifica.
L’impresa deve conservare una dichiarazione resa dal legale rappresentante oppure una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere o perito industriale iscritto nei rispettivi albi professionali, o ancora un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.
Questa documentazione deve attestare che il bene possiede le caratteristiche tecniche richieste dalla normativa ed è effettivamente interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Vantaggi Fiscali Concreti: Esempi di Calcolo
Per comprendere l’impatto concreto dell’iperammortamento, consideriamo un esempio pratico. Un’impresa manifatturiera acquista una linea di produzione automatizzata del valore di 1.500.000 euro, comprensiva di robot collaborativi, sistemi di visione artificiale e software MES.
Trattandosi di un investimento inferiore a 2,5 milioni di euro, si applica la maggiorazione del 180 percento. Il valore fiscalmente riconosciuto diventa quindi 2.700.000 euro (1.500.000 + 1.200.000 di maggiorazione).
Ipotizzando un’aliquota di ammortamento del 12 percento annuo, l’impresa potrà dedurre annualmente 324.000 euro invece dei 180.000 euro che avrebbe potuto dedurre senza l’agevolazione.
Con un’aliquota IRES del 24 percento, il risparmio fiscale annuo è di 34.560 euro, che su un periodo di ammortamento di otto anni genera un beneficio fiscale complessivo di circa 276.000 euro in termini di minori imposte pagate.
Questo risparmio migliora significativamente il ritorno sull’investimento e rende economicamente sostenibili progetti di innovazione che altrimenti potrebbero risultare troppo onerosi.

Strategie per Massimizzare il Beneficio
Le imprese che intendono sfruttare al meglio l’iperammortamento dovrebbero adottare alcune strategie operative. Innanzitutto, è fondamentale pianificare gli investimenti considerando la struttura progressiva delle aliquote: concentrare investimenti entro la soglia di 2,5 milioni di euro per singolo progetto massimizza il beneficio fiscale.
In secondo luogo, è essenziale predisporre fin da subito la documentazione tecnica richiesta, coinvolgendo professionisti qualificati per le perizie e le attestazioni di conformità.
Le imprese dovrebbero inoltre valutare attentamente la compatibilità con altre agevolazioni disponibili, come il piano Transizione 5.0 per investimenti con rilevanti risparmi energetici o il credito d’imposta per la Zona Economica Speciale nel Mezzogiorno, verificando quale combinazione di incentivi risulta più vantaggiosa per il proprio caso specifico.

Domande Frequenti (FAQ)
Posso beneficiare dell’iperammortamento se ho già usufruito del credito d’imposta 4.0 per lo stesso bene?
No, il comma 431 esclude espressamente la cumulabilità dell’iperammortamento con il credito d’imposta per beni strumentali materiali 4.0. Dovrai scegliere uno dei due incentivi per ciascun investimento.
I beni devono essere necessariamente prodotti in Europa?
Sì, il comma 427 richiede che i beni siano prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo. Questo vincolo geografico è stato introdotto per favorire la produzione europea.
Cosa significa esattamente “interconnessione al sistema aziendale”?
L’interconnessione implica che il bene sia collegato digitalmente ai sistemi informativi aziendali di gestione della produzione o alla rete di fornitura, permettendo lo scambio automatizzato di dati e informazioni. Non è sufficiente una semplice connessione a Internet.
Come si calcola la maggiorazione su investimenti che superano diverse soglie?
Le aliquote si applicano per scaglioni. Se investi 12 milioni di euro, applichi il 180% ai primi 2,5 milioni, il 100% alla parte tra 2,5 e 10 milioni, e il 50% alla parte tra 10 e 12 milioni. Oltre i 20 milioni non si applica alcuna maggiorazione.
Posso usufruire dell’iperammortamento se sono in regime forfettario?
La questione è complessa perché il regime forfettario prevede regole semplificate che normalmente non contemplano l’ammortamento dei beni. Tuttavia, per specifici soggetti e condizioni particolari potrebbe essere possibile. È indispensabile consultare un consulente fiscale per una valutazione personalizzata.
Cosa succede se vendo il bene prima della fine dell’ammortamento?
Il comma 432 prevede che non perdi il beneficio già goduto, ma cessano le future quote maggiorate. Se sostituisci il bene nello stesso periodo d’imposta con uno di caratteristiche analoghe o superiori, puoi continuare a beneficiare dell’iperammortamento anche sul nuovo bene.

Trasforma la Tua Impresa con l’Industria 4.0
L’iperammortamento 2026-2028 rappresenta un’opportunità straordinaria per modernizzare i processi produttivi con un vantaggio fiscale concreto e immediato. Gli Allegati IV e V offrono un catalogo vastissimo di tecnologie agevolabili, dalle macchine utensili avanzate ai software di intelligenza artificiale, dai robot collaborativi alle piattaforme di gestione energetica.
Non lasciare che questa finestra temporale si chiuda senza aver valutato come questi incentivi possano accelerare la trasformazione digitale della tua azienda. Analizza i commi della normativa insieme ai tuoi consulenti, identifica quali beni degli allegati rispondono alle tue esigenze produttive e costruisci un piano di investimenti strategico che massimizzi i benefici fiscali disponibili.
Il futuro dell’industria italiana passa attraverso la digitalizzazione e l’automazione intelligente. Con l’iperammortamento, innovare conviene ancora di più.
LEGGI ANCHE:
www.tuoingegnere.it – https://tuoingegnere.altervista.org/ – https://www.youtube.com/@Tuoingegnere –https://tidycal.com/mircovitellozzi/tuoingegnere-linkedin
