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Fotovoltaico da Balcone 2026: La Guida Definitiva per Ingegneri e Appassionati di Tecnologia

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Nel panorama della transizione energetica, una rivoluzione silenziosa ma potente sta prendendo piede nei centri urbani e nei condomini italiani: il fotovoltaico da balcone. Questa tecnologia, nota anche come impianto “plug & play”, sta democratizzando l’accesso all’energia solare, trasformando appartamenti e abitazioni senza tetto di proprietà in piccole centrali di produzione energetica. Per un ingegnere, un tecnico o un semplice appassionato di tecnologia, comprendere a fondo questo fenomeno non significa solo analizzare un nuovo gadget, ma cogliere le dinamiche della generazione distribuita, le sfide della sicurezza e l’evoluzione di un mercato in rapidissima crescita.

Questa guida completa, aggiornata al 2025, si addentra in ogni aspetto del fotovoltaico da balcone, fornendo un’analisi tecnica, normativa ed economica. Esploreremo il funzionamento e l’architettura dei kit, decifreremo la normativa che ne ha semplificato l’installazione, analizzeremo gli incentivi che ne dimezzano il costo e confronteremo i modelli dei principali player di mercato. Dalla sicurezza strutturale alle complesse dinamiche condominiali, fino alle prospettive future legate alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e al PNRR, questo articolo è la risorsa definitiva per chiunque voglia non solo installare un impianto, ma padroneggiarne la tecnologia e il contesto.


Cos’è il Fotovoltaico da Balcone e Come Rivoluziona l’Autoconsumo Urbano?

Il fotovoltaico da balcone identifica una categoria di sistemi di generazione elettrica di piccola taglia, pensati per un’installazione semplificata in contesti residenziali, in particolare per appartamenti in condominio. L’obiettivo è chiaro: permettere a chiunque di autoprodurre una parte del proprio fabbisogno energetico, riducendo la dipendenza dalla rete e abbattendo i costi in bolletta.

Il Concetto “Plug & Play”: Più di un Semplice Elettrodomestico

Il termine “Plug & Play”, preso in prestito dal mondo informatico, suggerisce un’estrema facilità d’uso: connetti e utilizzi. Il principio è infatti diretto: i pannelli solari, una volta fissati al balcone, alla parete o a terra, vengono collegati a una presa di corrente dell’abitazione. L’energia in corrente continua prodotta dai moduli viene trasformata in corrente alternata da un microinverter e immessa immediatamente nel circuito domestico, pronta per essere consumata dagli elettrodomestici in funzione.

Tuttavia, è cruciale demistificare questa apparente semplicità. Non si tratta di collegare l’impianto a una presa qualsiasi come se fosse un frullatore. La normativa di sicurezza e le procedure burocratiche, sebbene snellite, richiedono prerequisiti tecnici e adempimenti specifici. L’approccio corretto è una sequenza ponderata: verifica della conformità dell’impianto elettrico, comunicazione obbligatoria agli enti preposti e connessione a una presa dedicata e sicura. Ignorare questi passaggi espone a rischi per la sicurezza, invalida la conformità normativa e preclude l’accesso agli incentivi fiscali.

Architettura Tecnica: Dal Pannello alla Presa, con un Occhio all’Accumulo

Un kit fotovoltaico da balcone è un sistema compatto e ottimizzato, i cui componenti essenziali sono venduti in un’unica soluzione.

  • Modulo/i Fotovoltaico/i: È il cuore generatore del sistema. Solitamente si tratta di uno o due pannelli, spesso in silicio monocristallino per massimizzare l’efficienza. La potenza di un singolo pannello varia comunemente tra 300 Wp e 415 Wp (Watt-picco).
  • Microinverter: Questo è il cervello del sistema. A differenza degli inverter di stringa tradizionali, il microinverter è un dispositivo compatto, spesso montato direttamente sul retro del pannello. La sua funzione è triplice:
    1. Converte la corrente continua (DC) del pannello in corrente alternata (AC) a 230V e 50Hz, compatibile con la rete domestica.
    2. Ottimizza la produzione di ogni singolo pannello grazie alla funzione MPPT (Maximum Power Point Tracking).
    3. Integra i sistemi di protezione di interfaccia (SPI) richiesti dalla norma CEI 0-21, garantendo la sicurezza della rete.
  • Struttura di Fissaggio: Il kit include sistemi di montaggio specifici per ringhiere, parapetti, facciate o per l’appoggio su superfici piane tramite strutture zavorrate. La scelta e l’installazione di questa struttura sono fondamentali per la sicurezza meccanica.
  • Cablaggio: Il tutto è completato da un cavo con una spina standard (solitamente Schuko) per la connessione fisica all’impianto di casa.

Una significativa evoluzione del mercato è l’integrazione di sistemi con accumulo. Marchi come EcoFlow, Bluetti e Anker offrono kit che abbinano i pannelli a “power station” o batterie dedicate. Questa configurazione supera il principale limite dei sistemi base: l’energia prodotta e non consumata subito viene immagazzinata, anziché essere ceduta gratuitamente alla rete. L’energia accumulata può essere usata di sera e di notte, massimizzando l’autoconsumo e trasformando il kit in un vero sistema di gestione energetica domestica.


Fotovoltaico da Balcone vs. Impianto Tradizionale: Un Confronto Tecnico e Pratico

Le differenze con un impianto fotovoltaico tradizionale da tetto sono sostanziali e toccano aspetti tecnici, normativi ed economici.

CaratteristicaFotovoltaico da Balcone (≤ 800 W)Impianto Fotovoltaico Tradizionale (≥ 3 kW)
BurocraziaIter ultra-semplificato con “Comunicazione Unica” al distributore di rete. Nessun permesso comunale richiesto.Iter complesso (CILA, SCIA, etc.), progetto di un tecnico abilitato, installatori specializzati.
PotenzaLimitata normativamente a 800 W per punto di connessione (POD).Tipicamente da 3 kW in su, scalabile a potenze molto più elevate.
CostoInvestimento basso: da 300 a poco più di 1.200 euro.Investimento significativo: da 5.000 a 15.000 euro e oltre.
PortabilitàFacilmente smontabile e trasportabile, ideale per chi è in affitto.Installazione permanente legata all’immobile.
Energia in EccessoL’energia immessa in rete non è remunerata. Il beneficio è solo l’autoconsumo.L’energia immessa può essere remunerata tramite meccanismi come il Ritiro Dedicato (RID).

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La Normativa Italiana al 2025: La Guida Completa per un’Installazione a Norma

Il quadro legislativo è il vero motore della diffusione di questi impianti. Conoscerlo nel dettaglio è il primo passo per un’installazione corretta e sicura.

La Svolta della Delibera ARERA 315/2020: Addio Burocrazia Complessa

La Delibera ARERA 315/2020/R/eel è l’atto normativo che ha sbloccato il mercato, introducendo un regime di connessione semplificato per tutti gli impianti di produzione con potenza attiva nominale inferiore o uguale a 800 W. Modificando il Testo Integrato delle Connessioni Attive (TICA), ARERA ha rimosso le barriere burocratiche che rendevano l’iter sproporzionato per impianti così piccoli.

Il principio cardine è che la “Comunicazione Unica”, inviata al distributore di rete locale (es. E-distribuzione), costituisce titolo abilitante per la connessione e l’esercizio. Una volta inviata, l’utente è autorizzato ad attivare il sistema senza attendere altri permessi o pagare oneri di connessione.

I Limiti di Potenza: La Differenza Cruciale tra 350W e 800W

All’interno del regime semplificato, la normativa distingue due soglie di potenza con obblighi documentali diversi:

  1. Impianti “Plug & Play” (P&P) – Potenza ≤ 350 W: Questa categoria include i kit “pronti alla connessione” tramite spina a una presa dedicata. Per questi sistemi, la procedura è massimamente semplificata.
  2. Impianti “Mini-Fotovoltaici” – Potenza > 350 W e ≤ 800 W: Anche questi impianti beneficiano della Comunicazione Unica, ma sono soggetti a requisiti documentali aggiuntivi che richiedono l’intervento di un tecnico qualificato.

Un vincolo fondamentale per entrambe le categorie è che per ogni POD (il codice che identifica l’utenza in bolletta) è consentita la connessione di un solo impianto con procedura semplificata.

La “Comunicazione Unica”: La Procedura Passo-Passo (con Documenti Necessari)

La procedura si svolge online sul portale del proprio distributore di rete. Gli obblighi cambiano in base alla potenza.

Documentazione per impianti ≤ 350 W: L’utente deve compilare e trasmettere solo due documenti:

  • Il Modulo di Comunicazione Unica (Parte I), con i dati anagrafici, il POD e i dati di targa del kit.
  • Una copia del proprio documento d’identità. Per questa fascia di potenza non è richiesta alcuna documentazione tecnica aggiuntiva, né schema elettrico né dichiarazione di conformità. La responsabilità della sicurezza è demandata al produttore del kit, che lo immette sul mercato come prodotto finito e certificato.

Documentazione per impianti da 351 W a 800 W: Qui è necessaria l’asseverazione di un professionista. Oltre al modulo e al documento d’identità, è obbligatorio allegare:

  • Schema elettrico unifilare dell’impianto, redatto, timbrato e firmato da un tecnico abilitato (installatore, perito, ingegnere).
  • Dichiarazione di conformità (DiCo) dell’impianto alla regola d’arte (DM 37/08), rilasciata dall’installatore.
  • Dichiarazione di conformità del microinverter alla norma CEI 0-21, fornita dal costruttore.
  • Sottoscrizione del Regolamento di Esercizio fornito dal distributore.

Superando i 350W, si passa dalla logica del “prodotto finito” a quella del “mini-impianto assemblato”, dove un tecnico deve certificare la corretta installazione e assumersene la responsabilità.

La Norma CEI 0-21: Il Pilastro della Sicurezza Elettrica

La Norma CEI 0-21 è il documento tecnico che garantisce la sicurezza della connessione alla rete pubblica. Per gli impianti da balcone, impone due requisiti chiave:

  1. Sistema di Protezione di Interfaccia (SPI) Integrato: Il microinverter deve obbligatoriamente integrare un SPI, che monitora tensione e frequenza della rete. In caso di blackout o anomalie, l’SPI scollega immediatamente e automaticamente l’impianto, garantendo la sicurezza degli operatori di rete.
  2. Connessione a Presa Dedicata: L’impianto deve essere collegato a una presa di corrente dedicata, che appartenga a un circuito elettrico separato, protetto da un proprio interruttore magnetotermico differenziale nel quadro generale. Questo previene sovraccarichi e rischi di incendio.

Incentivi e Bonus 2025: Come Dimezzare il Costo e Massimizzare il Ritorno

Il modello economico del fotovoltaico da balcone è reso estremamente robusto da una serie di vantaggi fiscali e operativi che si sommano tra loro.

Bonus Casa 50%: Il Tuo Migliore Alleato per l’Investimento

L’incentivo principale è la detrazione IRPEF del 50%, nota come “Bonus Casa” o “Bonus Ristrutturazioni”. L’installazione di un impianto fotovoltaico, finalizzata al risparmio energetico, rientra pienamente in questa agevolazione.

  • Aliquota: Per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025, l’aliquota è del 50% per l’abitazione principale (su un tetto di spesa di 96.000€) e scende al 36% per le seconde case (su un tetto di 48.000€).
  • Modalità: La detrazione viene ripartita in 10 rate annuali di pari importo, scalate dall’IRPEF.
  • Adempimenti:
    • Pagamento: Obbligatorio tramite bonifico bancario o postale “parlante”, che deve riportare il riferimento normativo (art. 16-bis del D.P.R. 917/1986), il codice fiscale del beneficiario e la P.IVA del fornitore.
    • Comunicazione ENEA: Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, è obbligatorio trasmettere i dati dell’intervento al portale ENEA “Bonus Casa”.

È importante notare che la detrazione è ammessa anche per lavori in proprio (limitatamente all’acquisto dei materiali) e include le spese professionali per il tecnico.

IVA Agevolata al 10%: Un Risparmio Immediato sull’Acquisto

Sull’acquisto dei kit fotovoltaici e dei loro componenti principali (pannelli, inverter, batterie) si applica l’aliquota IVA agevolata al 10% invece di quella ordinaria al 22%. Per beneficiarne, l’acquirente finale deve firmare e consegnare al venditore un’apposita dichiarazione di responsabilità che attesta la destinazione d’uso dei beni.

Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): Il Futuro dell’Energia Condivisa

Un’opportunità strategica è integrare il proprio impianto in una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) o in un Gruppo di Autoconsumo Collettivo (AUC). In questo modello, l’energia prodotta e non autoconsumata non viene ceduta gratuitamente alla rete, ma “condivisa virtualmente” con gli altri membri della comunità. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) riconosce a questa energia condivisa una tariffa incentivante per 20 anni (circa 100-110 €/MWh), creando un flusso di ricavo che si somma al risparmio in bolletta.

Il PNRR ha un ruolo chiave, avendo stanziato 2,2 miliardi di euro per sostenere le CER nei comuni con meno di 5.000 abitanti, con un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi di installazione.


Analisi Costi-Benefici: Quando Rientri dell’Investimento? (Payback Period)

Calcolare il tempo di rientro (payback period) è essenziale per valutare la convenienza dell’investimento.

Calcolo Pratico del Payback: Esempi Reali

Consideriamo uno scenario realistico per un impianto performante.

  • Scenario: Kit da 800W, alta efficienza
    • Costo lordo (kit + installazione linea dedicata): 1.000 € + 200 € = 1.200 €.
    • Costo netto (con Bonus 50%): 600 €.
    • Produzione annua stimata (Centro Italia): 1.300 kWh.
    • Risparmio annuo in bolletta (con autoconsumo ottimizzato al 75% e costo energia a 0,25 €/kWh): (1.300 kWh * 0,75) * 0,25 €/kWh ≈ 244 €.
    • Beneficio fiscale annuo (detrazione): 60 € (600 € / 10 anni).
    • Beneficio totale annuo: 244 € + 60 € = 304 €.
    • Tempo di rientro (Payback Period): 600 € / 304 €/anno ≈ 2 anni.

Le stime di mercato e le esperienze degli utenti confermano questi calcoli, indicando tempi di ammortamento che variano tra i 2 e i 5 anni.

Il Fattore Comportamentale: L’Arte di Massimizzare l’Autoconsumo

In un impianto senza accumulo, il beneficio economico dipende unicamente dall’autoconsumo istantaneo. Questo sposta il fulcro della convenienza da un fattore puramente tecnologico a uno comportamentale. Il valore dell’investimento dipende dalla capacità dell’utente di modificare le proprie abitudini, concentrando i consumi (lavatrice, lavastoviglie, ricarica dispositivi) nelle ore centrali della giornata, quando la produzione solare è massima.


Guida all’Installazione: Dal Fai-da-Te alla Sicurezza Strutturale

Un’installazione a regola d’arte deve rispettare un “triangolo” di requisiti: conformità amministrativa (Comunicazione Unica), sicurezza elettrica (CEI 0-21) e sicurezza strutturale (NTC 2018).

Installazione Fai-da-Te o Professionale? Quando il Tecnico è Obbligatorio

Il “fai-da-te” è una possibilità concreta per i kit fino a 350W. Tuttavia, l’intervento di un tecnico abilitato è normativamente indispensabile in due casi:

  1. Per impianti tra 351 W e 800 W: La legge richiede uno schema elettrico unifilare e una Dichiarazione di Conformità (DiCo), documenti che solo un professionista può redigere.
  2. Per la predisposizione della presa dedicata: Anche per i kit P&P, la creazione di un circuito dedicato e protetto nel quadro elettrico è un intervento che deve essere eseguito da un elettricista per essere a norma e sicuro.

Sicurezza Meccanica: Non Sottovalutare Vento e Neve (NTC 2018)

Il fissaggio del pannello è un aspetto critico per la sicurezza. Il sistema di ancoraggio deve essere progettato per resistere ai carichi permanenti (peso) e variabili, principalmente l’azione del vento e il carico della neve. Le normative di riferimento sono:

  • UNI EN 1991-1-4 (Azioni del vento): Fornisce i metodi per calcolare le forze esercitate dal vento, essenziale per dimensionare gli ancoraggi.
  • Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018): Impongono la verifica che la struttura esistente (parapetto, facciata) sia in grado di sopportare i carichi aggiuntivi trasmessi dall’impianto.

Fotovoltaico e Condominio: Diritti, Doveri e il Limite del Decoro Architettonico

L’installazione in condominio è uno degli scenari più comuni e delicati.

L’Art. 1122 bis c.c.: Il Diritto del Singolo Condomino

L’articolo 1122 bis del Codice Civile è la norma chiave: “È consentita l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili […] sulle parti di proprietà individuale dell’interessato”. Questo sancisce un diritto soggettivo del condomino a installare l’impianto sul proprio balcone privato.

  • Non è necessaria un’autorizzazione preventiva dell’assemblea condominiale.
  • È però obbligatorio darne comunicazione preventiva all’amministratore, che ne riferirà all’assemblea.

Gestire le Contestazioni: Decoro Architettonico e Sicurezza

Il diritto non è assoluto. L’assemblea può intervenire se l’installazione lede la stabilità, la sicurezza o il decoro architettonico dell’edificio. Il decoro architettonico è la nozione più controversa, definita come l’estetica data dall’insieme armonico delle linee che connotano lo stabile. La giurisprudenza tende a favorire le rinnovabili, ma valuta caso per caso se l’alterazione è “apprezzabile”.

Per mitigare il rischio, è consigliabile un approccio proattivo: scegliere kit a basso impatto visivo, presentare un rendering fotografico e dialogare con i vicini prima di procedere.

Edilizia Libera e Vincoli Paesaggistici: Quando Serve l’Autorizzazione

Generalmente, l’installazione di impianti fotovoltaici è considerata manutenzione ordinaria e rientra nell’edilizia libera, quindi non richiede permessi comunali (CILA o SCIA).

L’eccezione fondamentale riguarda gli immobili soggetti a vincoli paesaggistici o culturali (D.Lgs. 42/2004). In questi casi (es. centri storici, aree di pregio), è obbligatorio ottenere l’autorizzazione paesaggistica dalla Soprintendenza competente. Procedere senza questo permesso costituisce un abuso edilizio severamente sanzionato. È quindi imperativo verificare la presenza di vincoli presso l’ufficio tecnico del proprio Comune.


Analisi di Mercato 2025: I Migliori Kit Fotovoltaici da Balcone a Confronto

Il mercato italiano è un ecosistema vivace, con grandi utility, specialisti di power station e numerosi rivenditori.

Chi Domina il Mercato: Da Enel X a EcoFlow, Anker e i Rivenditori Specializzati

  • Grandi Utility: Enel X è un attore di primo piano con il suo kit “Enel Sun Plug&Play”, supportato da una forte rete di assistenza.
  • Specialisti di Sistemi Integrati: Marchi globali come EcoFlow (con la linea PowerStream), Bluetti e Anker (con la gamma Solix) dominano il segmento dei kit con accumulo, offrendo ecosistemi completi e intelligenti.
  • Rivenditori di Kit: Numerose aziende come Technaxx, Solaren, e Sunlight competono su prezzo e varietà di configurazioni.
  • Canali di Distribuzione: La vendita è prevalentemente online, sia sui siti dei produttori sia su marketplace come Amazon. Un canale in crescita è la grande distribuzione specializzata come Leroy Merlin.

Tabella Comparativa: Prezzi, Potenze e Garanzie dei Modelli più Popolari

Modello/Kit IndicativoProduttore/DistributorePotenza Pannelli (Wp)Potenza Inverter (W)Prezzo Indicativo (€, IVA incl.)Garanzia (Prodotto/Rendimento)Note
Enel Sun Plug&PlayEnel X370350500 – 75010 anni / 25 anniMagnetotermico integrato, forte rete di assistenza
EcoFlow PowerStreamEcoFlow400 / 800600700 – 1.10010 anni / 25 anniEcosistema integrato con power station e smart plug
Anker Solix SolarbankAnker8908001.000 – 1.50015 anni / 30 anniFocus su kit con accumulo e monitoraggio avanzato via app
Sunlight Air BalconySunlight400 / 800350 / 800500 – 75010 anni / 25 anniKit con pannelli flessibili e leggeri
Kit Solaren 415WSolaren.it415300~30010 anni / 25 anniPrezzo molto competitivo, kit completo

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Prospettive Future: Oltre il Balcone, Verso l’Ecosistema Energetico Domestico

Il fotovoltaico da balcone non è un punto di arrivo, ma un punto di ingresso in un ecosistema di servizi energetici avanzati.

L’Evoluzione della Tecnologia: Pannelli più Efficienti e Sistemi Intelligenti

La tecnologia è in costante evoluzione. Celle a perovskite, pannelli flessibili e colorati miglioreranno efficienza e integrazione architettonica. I microinverter diventeranno hub energetici domestici, con algoritmi intelligenti per la gestione dei flussi di energia e l’integrazione nativa con i sistemi di accumulo, che diventeranno lo standard.

Il Ruolo Strategico nel PNRR e nella Transizione Energetica

Questi micro-impianti sono fondamentali per le politiche energetiche. Essi democratizzano la transizione energetica, permettendo a milioni di cittadini urbani di diventare “prosumer”. Sono i mattoni ideali per costruire le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), sostenute dai fondi del PNRR. Infine, contribuiscono a un modello di generazione distribuita che aumenta la resilienza e la stabilità della rete elettrica nazionale.


Conclusioni: Perché il Fotovoltaico da Balcone è un’Opportunità da Cogliere nel 2025

L’analisi del fotovoltaico da balcone al 2025 delinea una tecnologia matura, normativamente supportata e straordinariamente vantaggiosa. La combinazione di una burocrazia semplificata e di incentivi potenti come il Bonus 50% e l’IVA al 10% ha creato un modello economico robusto, con tempi di rientro dell’investimento compresi tra i 2 e i 5 anni.

La convenienza, tuttavia, richiede un approccio consapevole: l’ottimizzazione dell’autoconsumo istantaneo è la chiave del successo economico. La sicurezza elettrica (CEI 0-21) e meccanica (NTC 2018), insieme alla corretta gestione degli aspetti condominiali e urbanistici, sono prerequisiti imprescindibili per un’installazione legittima e sicura.

Guardando avanti, il fotovoltaico da balcone è destinato a diventare una piattaforma abilitante per servizi energetici complessi, come la partecipazione alle Comunità Energetiche Rinnovabili. Per l’ingegnere, il tecnico e il cittadino consapevole, rappresenta oggi un’opportunità concreta per abbattere i costi energetici, aumentare la propria indipendenza e partecipare attivamente alla costruzione di un futuro energetico distribuito, resiliente e sostenibile.

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Avvertenza — Natura divulgativa del contenuto Questo articolo è redatto dall'Ing. Mirco Vitellozzi con finalità informative e divulgative, ed è aggiornato alla data di pubblicazione indicata in calce. Il contenuto illustra principi tecnici e quadri normativi in forma semplificata: esempi numerici, casi studio e schemi decisionali sono riferimenti di scenario, non parametri da applicare meccanicamente al caso individuale.

Normative tecniche, incentivi fiscali, aliquote e procedure possono essere modificati da provvedimenti successivi: verifica sempre la vigenza della disciplina sulle fonti ufficiali prima di qualsiasi decisione operativa. Nessuna informazione qui riportata costituisce consulenza professionale personalizzata, parere tecnico formale o perizia ai sensi della normativa vigente, né prestazione professionale ai sensi della Legge 143/1949. Per l'applicazione al tuo caso concreto è necessario rivolgersi a un professionista iscritto al relativo Ordine e acquisire valutazione specifica sulla tua situazione. Leggi l'informativa completa.

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Pubblicato da Mirco Vitellozzi

Ing. Mirco Vitellozzi, ingegnere libero professionista iscritto all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Fermo. Specializzato in efficienza energetica, normativa edilizia, incentivi fiscali e Transizione 5.0.